Francesco Sisci, ཿLa Stampa 23/7/2003, 23 luglio 2003
«Un posto di lavoro in più in Cina è un posto di lavoro in meno in Italia. questa idea che è completamente sbagliata» Davide Cucino, presidente della Camera di commercio italiana in Cina: «Nel mercato globale le aziende italiane devono rimanere competitive a livello globale e poi cercare di penetrare il mercato cinese, che è potenzialmente il più grande del mondo
«Un posto di lavoro in più in Cina è un posto di lavoro in meno in Italia. questa idea che è completamente sbagliata» Davide Cucino, presidente della Camera di commercio italiana in Cina: «Nel mercato globale le aziende italiane devono rimanere competitive a livello globale e poi cercare di penetrare il mercato cinese, che è potenzialmente il più grande del mondo. Per questo se restano semplicemente in Italia, con i loro alti costi di produzione, perdono quote di mercato globale e non entrano nel mercato cinese». In altre parole, non andare in Cina non serve a conservare i posti di lavoro in Italia ma al contrario rischia di metterli a rischio. Viceversa, decentralizzando parte della produzione e lasciando in Italia il cuore di tecnologia e design, si difendono quote di mercato e si moltiplicano i posti di lavoro qualificati.