Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  luglio 29 Martedì calendario

Le barriere commerciali o un «neo protezionismo» europeo non servono, spiega il Commissario al Commercio Europeo Pascal Lamy: «Quest’anno l’Unione europea ha comprato merci per 80 miliardi di euro e ha venduto su quei mercati per 30 miliardi

Le barriere commerciali o un «neo protezionismo» europeo non servono, spiega il Commissario al Commercio Europeo Pascal Lamy: «Quest’anno l’Unione europea ha comprato merci per 80 miliardi di euro e ha venduto su quei mercati per 30 miliardi. Il deficit, dunque, è pari a 50 miliardi di euro: un valore accettabile se si pensa che quell’economia cresce, per fortuna, del 10 per cento all’anno». E poi: «I margini di espansione sono enormi e i nuovi mercati saranno proprio quelli dei Paesi in via di sviluppo. Già oggi non appena un funzionario cinese o indiano ha un buon lavoro, che cosa fa? Corre subito a comprarsi un abito o delle scarpe italiane. E non è merce da quattro soldi».