29 agosto 2003
Altrui Giovanni, di anni 66, pavimentava strade con l’impresa di sua proprietà a Mortara (Pavia)
Altrui Giovanni, di anni 66, pavimentava strade con l’impresa di sua proprietà a Mortara (Pavia). L’altra mattina, come di consueto, attese al bar Milano di strada Milanese che il figlio Luigino scaricasse tre operai albanesi che lavoravano per lui. Piovendo a dirotto, quando loro arrivarono spiegò che non si poteva far nulla e li lasciò liberi per la giornata. Aggiunse che non aveva i soldi per pagare lo stipendio di luglio, l’avrebbe fatto quello stesso pomeriggio, dopo aver cambiato un assegno. Suo figlio riportò a casa i manovali, che rientrarono disciplinati nei loro prospicenti appartamenti. Uno di loro, Gjini Albert, di anni 40, in Italia da due anni e ancora per una settimana (si era trovato male), forse rabbioso per non aver ricevuto i soldi, fracassò con un cric (o forse un martello) la testa del suo coinquilino e connazionale, Saliu Afrim, di anni 20, muratore, ancora dormiente. Poi uscì e s’andò ad appostare nei pressi della casa dell’Altrui, in vicolo Vespucci 6. Lo trovò e lo fece secco con una coltellata al fegato (quello spirò nel pomeriggio, nel bel mezzo del terzo intervento chirurgico). Tra le 5 e 30 e le 7 di giovedì, Pavia.