Carlo Rossella, ཿLa Stampa 23/7/2003, 23 luglio 2003
Il dottor B., italiano, fuggito in Spagna nel 1936 e soldato a fianco dei franchisti nella battaglia dell’Alcazar, poi rimasto nella penisola iberica per anni
Il dottor B., italiano, fuggito in Spagna nel 1936 e soldato a fianco dei franchisti nella battaglia dell’Alcazar, poi rimasto nella penisola iberica per anni. Chirurgo in Italia, a Madrid si era riciclato dentista, aveva sposato la portoghese doña Marita, «cantante per gioco di fado». Mingherlino, imbrillantinato, abbronzato, baffetti, vestiva eleganti doppiopetto Principe di Galles, pochette di seta nel taschino della giacca, mocassini neri. Era un gran ballerino di tango, specializzato nel figurato, e negli anni Sessanta frequentava il Grand hotel Palace di Pavia. Quando morì, in un incidente stradale (la sua Alfa Romeo, insieme con la moglie, contro un camion alle tre di notte, a Broni, Pavia), un suo collega, il dottor C., lesse la notizia su la ”Provincia Pavese” e spiegò perché il dottor B. era finito in Spagna: «Dovette scappare dall’Italia dopo lo scandalo del Raggio della salute. Aveva piazzato la bicicletta sul cavalletto e steso un lenzuolo nel suo ambulatorio. Spente le luci, saliva in bici. Pedalava e illuminava col faro della Dei le povere clienti nude, appoggiate al lenzuolo. Le donne, colpite da qualche acciacco, pensavano di guarire. Qualcuna gli si concedeva. Altre pagarono fior di quattrini. Ci cascò la moglie del federale. E fu la fine del dottor B.».