29 agosto 2003
Montoro Aniello, di anni 37, detto ”culo a mandolino”. Originario di Sarno, residente al Laurentino 38, periferia di Roma, un passato di eroina e arresti, un coltello a lama fissa quasi sempre legato al polpaccio, da poco derubato del suo scooterone
Montoro Aniello, di anni 37, detto ”culo a mandolino”. Originario di Sarno, residente al Laurentino 38, periferia di Roma, un passato di eroina e arresti, un coltello a lama fissa quasi sempre legato al polpaccio, da poco derubato del suo scooterone. L’altra sera, con due compari, scivolò in un garage dell’Eur con l’intento di rubare un pick up Toyota. Si accorse però del trambusto il proprietario dell’auto, Manna Dario, di anni 32, imminente avvocato, figlio di un magistrato della Corte dei Conti, appassionato di foto e fondali marini, un sito internet in cui offre pareri legali gratuiti, da poco rientrato in casa in motorino e intento a sbocconcellare una cena fredda sul balcone. Costui, memore delle due auto e sei moto sparite nel giro di pochi mesi, nascose un coltello lungo l’avambraccio e scese dai ladri. Quando arrivò, la sua auto aveva già i fari accesi ed era pronta per partire. I tre balordi tentarono una fuga, ma il cancello era chiuso. Tornarono indietro e affrontarono il proprietario che, nella lotta, colpì per due volte alla schiena il Montoro. Costui, non si sa come, riuscì a scavalcare il cancello e fuggire. Erano le 4 e 23 di giovedì. Gli agenti, giunti su segnalazione del Manna, non trovarono nessuno e se ne andarono dopo il verbale. Due ore dopo un salutista che faceva jogging nel vicino parco intitolato a Giovanni Agnelli trovò il Montoro riverso in maglietta e pantaloncini su un tappeto di aghi di pino, a poche centinaia di metri dal luogo dove ogni giorno riceveva la sua dose di metadone.