Paola Pilati, ཿL’Espresso 11/3/1999, 11 marzo 1999
L’Eti nasceva in sovrappeso: la Seita, cugina francese del tabacco, con un terzo dei dipendenti in meno faceva mille miliardi in più di fatturato
L’Eti nasceva in sovrappeso: la Seita, cugina francese del tabacco, con un terzo dei dipendenti in meno faceva mille miliardi in più di fatturato. Basile indicò subito due priorità: frenare le perdite di quote di mercato e ottimizzare il ciclo produttivo. In quindici anni la vendita di tabacchi aveva subito un tracollo: da 104 milioni di chili venduti nel 1983 si era passati a 90,5 milioni di chili nel 1997. Se la gente fumava meno, in compenso fumava sigarette più costose. Gli acquisti erano concentrati su due fasce di prodotto: quello delle Ms (prezzo tra le 3.550 e le 4 mila lire) e la fascia alta comprendente Marlboro e Merit (5.050-5.500). Le vendite di sigarette italiane erano state superate da quelle di marche straniere: nell’83 le prime rappresentavano il 67 per cento del totale, nel 1999 i fumatori erano diventati più esterofili (ma in gran parte quelle sigarette erano prodotte su licenza dagli stessi monopoli) e le marche italiane avevano ormai solo il 35 per cento del mercato.