Paola Pilati, ཿL’Espresso 11/3/1999, 11 marzo 1999
La produzione delle sigarette era già stata liberalizzata ovunque, in Europa. Il ministero delle Finanze decise perciò di smantellare questo ramo d’attività dei monopoli e di privatizzare vendendo al migliore offerente (in un primo momento ci fu pure l’idea di quotare la società in Borsa)
La produzione delle sigarette era già stata liberalizzata ovunque, in Europa. Il ministero delle Finanze decise perciò di smantellare questo ramo d’attività dei monopoli e di privatizzare vendendo al migliore offerente (in un primo momento ci fu pure l’idea di quotare la società in Borsa). Il processo iniziò con la costituzione dell’Ente tabacchi italiano, a cui facevano capo i due rami d’attività dei sali e tabacchi nonché una bella fetta dei dipendenti (circa 7.400: poco più di mille restarono a carico del ministero delle Finanze per gestire il lotto e le lotterie). Quel primo passo fruttò al Tesoro duemila miliardi: a tanto ammontavano i fondi dei Monopoli che sembravano impegnati ma in realtà non lo erano, e che quindi rientrarono come un regalo imprevisto nelle disponibilità del ministro Ciampi.