Franco Locatelli, ཿIl Sole-24 Ore 17/7/2003, 17 luglio 2003
Sulla vendita dell’Eti si erano addensati sospetti e ombre «in virtù degli accordi pregressi che l’Ente tabacchi aveva stretto con Philip Morris e che faceva della multinazionale americana il convitato di pietra della privatizzazione delle sigarette italiane
Sulla vendita dell’Eti si erano addensati sospetti e ombre «in virtù degli accordi pregressi che l’Ente tabacchi aveva stretto con Philip Morris e che faceva della multinazionale americana il convitato di pietra della privatizzazione delle sigarette italiane. L’enorme distanza di valore tra l’offerta della Bat e della cordata che ha vinto l’asta e quelle degli altri due concorrenti fa giustizia delle polemiche e cancella in un sol colpo i dubbi che la vendita dell’Eti potesse risolversi in un inciucio all’italiana. Ai mercati di tutto il mondo che l’aspettavano al varco, l’Italia ha stavolta offerto una prova di trasparenza e un metodo – il disegno dell’asta – che non solo accrescono ricavi e affidabilità ma indicano una strada per le dismissioni di domani» (Franco Locatelli su ”Il Sole-24 Ore”).