21 luglio 2003
Shima Mete, di anni 59. Albanese, viveva con tutta la famiglia all’ultimo piano di un palazzo di Garbagnate milanese
Shima Mete, di anni 59. Albanese, viveva con tutta la famiglia all’ultimo piano di un palazzo di Garbagnate milanese. Si dilettava a spingere il passeggino della nipote, cosa che la faceva sentire mamma, e voleva comprarsi un abito scamiciato color arancio. Mite e gentile, aveva imparato bene l’italiano e secondo la macellaia sembrava quasi una nativa di Garbagnate. Intorno alle 22 di lunedì scorso prendeva il fresco col figlio e la bambina in largo Gervasoni, davanti alla gelateria, luogo di ritrovo dei suoi connazionali. Era lì anche Xani Ilier, di anni 35, albanese, operaio con permesso di soggiorno e precedenti penali. A cavalcioni sulla sua moto, aspettava due uomini che voleva accogliere con accetta e fucile a canne mozze. Ma quelli arrivarono d’improvviso e, prima che lui potesse tirare fuori le armi, lo colpirono con sei proiettili. Il settimo raggiunse la schiena della Shima che, nipotina in braccio, tentava di scappare. In un paese di 28 mila anime e 124 albanesi regolari, non distante da Milano.