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 2003  agosto 29 Venerdì calendario

Korzeniowski Robert

• . Nato a Lubaczow (Polonia) il 30 luglio 1968. Marciatore. Forse il più grande di tutti i tempi. Medaglia d’oro dei 50 km alle Olimpiadi di Atlanta (1996), dei 20 e 50 km a quelle di Sydney (2000), dei 50 a quelle di Atene (2004). «46 battiti al minuto a riposo ma anche un fisico normalissimo[...] questo figlio del sud della Polonia, conterraneo di Giovanni Paolo II (Lubaczow, la città del marciatore, si trova vicino a Cracovia), il suo idolo. Marciatore, ma anche industriale dell’abbigliamento, organizzatore di gare, ambasciatore del suo gesto sportivo [...] Il Korzeniowski vincitore è nato forse proprio a Barcellona, nel 1992, quando il cartellino rosso decisivo lo fermò proprio in pista. Pianse. E da quel giorno la sua vita cambiò. Fu un club di Tourcoing, dintorni di Lilla, a offrirgli una borsa di studio e Robert la mise a frutto [...] Così dopo aver pagato pedaggio diverse volte, il polacco è diventato una cartolina della marcia, dando raramente, per non dire mai, quella sensazione di marcia un po’ ”di corsa” a cui ti fanno pensare tanti suoi (ormai ex) avversari. [...] ex judoka che oltre ai quattro ori olimpici ne vanta pure due europei e tre mondiali» (Valerio Piccioni, ”La Gazzetta dello Sport” 31/8/2004). «Risponde in 5 lingue, francese, inglese, spagnolo, tedesco, russo, oltre al polacco, e corregge l’interprete che traduce le sue parole dall’inglese al francese e viceversa, quando non le ritiene precise. [...] Il primo paio di scarpe se lo comperò a Lubaczow, il piccolo centro ne ipressi di Cracovia dove è nato, con i buoni dello Stato. A dir la verità, al liceo classico aveva iniziato a praticare il judo ”Ma la palestra dove andavo venne chiusa e il club sciolto dalla polizia perché pensavano che lì la gente si allenasse per gli scontri di piazza. Erano i giorni di Solidarnosc, il sindacato capeggiato da Walesa che coagulava la protesta e il malcontento della gente. La fine del comunismo? Per me significa avere il passaporto in tasca, poter girare il mondo, mentre prima il documento era conservato dalla polizia che prima di dartelo ti interrogava su tutto e chiedeva garanzie per il rimpatrio”. Il passaporto, appena ricevuto dopo la caduta del Muro di Berlino, lo ha usato subito. Con le sue lacrime commosse il mondo ai Giochi di Barcellona ’92 quando lo squalificarono a pochi metri dal traguardo. Pochi mesi dopo il club francese di Tourcoing gli propose il tesseramento. ”Continuai a studiare legge all’università di Katowice, ma mi trasferii in Francia perché capii che la vita poteva non essere solo uno stipendio”. Da allora l’attività di questo campione è quasi febbrile. Scuole di marcia in Francia, ben 80 per i giovani in Polonia e 7 club. ”Ma sono anche un organizzatore di gare. Il mio fiore all’occhiello è il Gran Premio di Cracovia, dove attorno al circuito ci sono 30.000 spettatori e due ore di diretta televisiva. Dove trovo i fondi? Oltre che con enti locali, inserisco questa voce anche nei contratti con i miei sponsor, la compagnia assicurativa statunitense Aig, la società Elité, che importa caffè in Francia, l’azienda di abbigliamento sportivo Walker”. Un’azienda in marcia. Ma dove trova il tempo per far tutto? ”Quando mi alleno ho tanto tempo per pensare”» (Pierangelo Molinaro, ”La Gazzetta dello Sport” 28/8/2003).