"il manifesto" 22/8/2003 pagina 14, 22 agosto 2003
Sorpresa il prossimo 25 ottobre alla riapertura del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato: l’installazione di un gigantesco simulacro di apparato digerente in acciaio e vetro, che viene nutrito quotidianamente ed emette feci come un vero corpo umano
Sorpresa il prossimo 25 ottobre alla riapertura del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato: l’installazione di un gigantesco simulacro di apparato digerente in acciaio e vetro, che viene nutrito quotidianamente ed emette feci come un vero corpo umano. L’opera, dal titolo «Cloaca turbo», realizzata dal belga Wim Delvoye, è una sorta di laboratorio chimico computerizzato: lunga 16 metri, trasparente in alcune parti «per permettere al pubblico di vedere le varie fasi della digestione», dev’essere alimentata 3 volte al giorno, anche se potrebbe ingurgitare fino a 125 pasti al dì. Permesso ogni tipo di cibo, tranne peperoncino e alcolici.