Villaggio globale n.78, Sette 01/02/1996, 1 febbraio 1996
A Mosca ai tempi del comunismo si telefonava quasi gratis con una piccola spesa compresa nel canone
A Mosca ai tempi del comunismo si telefonava quasi gratis con una piccola spesa compresa nel canone. Motivo: in ogni caso si chiamava poco per la consapevolezza che tutte le linee erano controllate. A comunismo caduto, la bolletta era ancora economica, sui 12 mila rubli al mese (cinquemila lire). Il sindaco Jurij Luzhkov decise però di cominciare ad adeguare la tariffa ai costi, vennero messi dei contatori e concessi ancora 680 minuti al mese, cioè 22 al giorno, di telefonate gratuite. Passato il periodo della franchigia si conta uno scatto ogni 60 secondi. Le prime statistiche dicono che il 40 per cento (quattro milioni di utenti) sta nei 680 minuti, un altro quaranta per cento li supera e a causa di questo riceve bollette un tempo inimmaginabili, che oltrepassano i 50 mila rubli mensili (cioè 17 mila lire, tenere conto che il reddito medio russo è di 150 mila lire al mese). C’è infine un 20 per cento che sta al telefono per più di un’ora al giorno. Fatti i controlli, però, si vide che costoro vanno a chiamare soprattutto dall’ufficio.