Varie, 26 agosto 2003
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Collins Kim
• Basseterre (St. Kitts) 5 aprile 1976. Sprinter. Oro dei 100 metri ai mondiali 2003, bronzo a quelli del 2005 e 2011, bronzo sui 200 ai mondiali 2001, con la 4x100 a quelli del 2011 • «Un ragazzo normale, dei Caraibi. Non un armadio pieno di muscoli. Appena 1,75 per 68 chili. Una specie di Mennea nero. [...] Non corre da rapace, è quasi un anti-sprinter, le braccia che arrivano altissime, quasi sulla testa, il busto buttato all´indietro, il corpo tremolante, uno stantuffo che non ingoia metri con forza, ma sgattaiola via con velocità. [...] Come dice lui scherzando: “Il mio paese è grande 58 miglia quadrate”. Saint Kitts ha appena 40mila abitanti. Kim ha dieci fratelli, studia psicologia in Texas, vive a Forth Worth, e ha due ragazze: una in America e una a St. Kitts dalla quale ha avuto due bambini. “Non so ancora decidermi tra le due”» (Emanuela Audisio, “la Repubblica” 26/8/2003). «Da ragazzo era una vera pippa. “Mi battevano tutti, sino a quando sono riuscito ad andare a Santo Domingo dove un tecnico mi ha insegnato a correre, mi ha insegnato a sfruttare tutte le risorse di cui disponevo”» (Pierangelo Molinaro, “La Gazzetta dello Sport” 26/8/2003). «L’uomo normale, quello con i muscoli poco definiti, che per andare veloce non pompa ore in palestra, quello che in una serata di rivoluzioni ha riportato indietro di venti anni lo sprint mondiale (in 10’’07 Carl Lewis vinse l’oro a Helsinki ’83) [...]. Sesto di undici figli, “ma mamma non li ha fatti tutti in una volta”, una famiglia allargata, “mio padre non lo conosco, lei ogni tanto aveva un fidanzato diverso”, con le idee che in testa girano veloci, più delle gambe: “Nella mia carriera non mi sono ispirato a un modello di atleta; ho sempre avuto molto chiaro ciò da cui dovevo fuggire, non ciò che dovevo raggiungere”. Fuggire dalla povertà: “Da ragazzo andavo abbastanza forte, vinsi una borsa di studio per la Christian University del Texas e andai a studiare a Fort Worth, corso di laurea in psicologia. Può aiutarti a capire gli avversari [...] Ho un talento crudo, vero, non sofisticato. Ho dimostrato come non sia indispensabile dover massacrare il proprio fisico per ottenere risultati nello sport” [...] Velocista naif, vita naif. Due fidanzate, una a Fort Worth in Texas, mentre Isis nell’isola del Sole l’aspetta insieme a Kiaun e Mikay, i suoi due bambini: “Forse un giorno o l’altro sposo lei”» (Valerio Vecchiarelli, “Corriere della Sera” 27/8/2003).