(Igor Man ཿLa Stampa 21/8/2003 pagina 1), 21 agosto 2003
"E’ tecnicamente impossibile che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna perdano la guerra appena vinta
"E’ tecnicamente impossibile che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna perdano la guerra appena vinta. L’Iraq non è la Somalia e neanche la Beirut del primo attentato suicida a una Ambasciata d’America, una strage che mise in fuga i marines, seguiti a ruota dai francesi [...] Rischia tuttavia di diventare una Cecenia mesopotamica. Nelle ultime due, tre settimane la situazione in Iraq, a Baghdad, ha subito una deriva di tipo afghano. Così come una calamita attira imperiosa la limatura di ferro, la piccola guerriglia spontaneista contro i GI, la "resistenza" prima a colpi di spillo e via via sempre più cattiva, ha finito con l’attirare gli "arrabbiati". I professionisti del terrore, cioè gli ex afghani, gli ex militanti della Gia algerina, i cani sciolti di Osama (o di un suo clone), gli epigoni dei ”puri” sauditi che il 18 di novembre del 1979 irruppero nella Mecca, facendo ostaggi. (Ci volle una settimana per farli fuori). ”Tutti a Baghdad”: c’è da uccidere. E gli sciagurati che altro non sanno fare corrono a Baghdad e così accade quel che sta accadendo: giorno dopo giorno diventa sempre più difficile per i GI controllare il territorio ”giuste le regole della democrazia”".