(Lorenzo Cremonesi ཿCorriere della Sera 20/8/2003 pagina 3, 20 agosto 2003
"Nelle ultime settimane le misure di sicurezza si erano intensificate. Un piccolo muro era stato eretto attorno al parcheggio, più per evitare i furti che gli attentati
"Nelle ultime settimane le misure di sicurezza si erano intensificate. Un piccolo muro era stato eretto attorno al parcheggio, più per evitare i furti che gli attentati. Era stato aggiunto filo spinato e un servizio di guardia. Poi a metà luglio nella zona di Hilla, 80 chilometri a sud di Bagdad, erano stati assassinati in due attentati un dipendente della Croce Rossa Internazionale e subito dopo un dipendente dell’ Onu proveniente dallo Sri Lanka. E la situazione era precipitata con l’ attentato contro l’ ambasciata giordana di Bagdad (almeno 16 morti, ma non è mai stato reso noto un numero ufficiale) il 7 agosto. "E’ allarme grado quattro, quasi il massimo prima dell’ ordine di evacuazione. Ciò vuol dire che noi stranieri non possiamo uscire dalle nostre residenze, se non per venire in ufficio. Abbiamo l’ ordine di viaggiare solo sulle auto dell’ Onu. Chi non rispetta le consegne viene trasferito immediatamente", spiegava ancora la Tavernau. Misure importanti, senza precedenti per la gente delle Nazioni Unite. Ma i fatti provano che non era stato previsto uno scenario alla libanese. Ieri il camion carico di esplosivo e cemento ha sfondato con facilità le transenne. Non c’ erano uomini armati per fermarlo e neppure porte o cancelli in grado di tenerlo lontano dall’ edificio. L’ esplosione ha lasciato un cratere largo una decina di metri".)