Varie, 24 agosto 2003
VITO
VITO (Stefano Bicocchi) San Giovanni in Persiceto (Bologna) 23 dicembre 1957. Attore • «Partito con Lupo solitario all’alba delle fortune televisive di Ricci, quando non diceva una parola accontentandosi di spalleggiare la coppia Roversi-Blady con un’aria lunare e gli occhi sbarrati, ha poi lavorato moltissimo in teatro, ripescando Bertoldo, impersonando Don Camillo e facendo impazzire i bolognesi con le sue performance estive del Re Tamarro [...] Vito e Cofferati sono buoni amici, e la moglie dell’ex sindacalista ha persino firmato la prefazione di un libro fotografico di ricette in cui Vito indossa le vesti delle massaie emiliane» (Franco Giubilei, ”La Stampa” 23/8/2003). « prima di ogni altra cosa, in quanto attore, la fissità del volto. Troppo facile e superfluo prendere a termine di paragone l’inarrivabile Buster Keaton. Ma è intorno ai suoi grandi occhi tondi sgranati che è costruito il suo personaggio, la sua maschera dovremmo dire. Una maschera che tende inevitabilmente a prevalere sui personaggi che interpreta, ricondotti tutti a un segno di terra, a una dimensione di paese, a una vena di sentimentalismo molto emiliano. Con un po’ di malizia, cioè non tanto innocente. Dice quel volto uno stupore, però scopertamente ammiccante, in cerca di una comunicazione con chi ha di fronte. Lontanissimo insomma dallo stupore ”a bocca aperta” di Giuseppe Desa da Copertino, il santo che volava caro a Carmelo Bene, troppo barocco e meridionale per queste latitudini. […]» (Gianni Manzella, ”il manifesto” 13/3/2005).