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 2003  agosto 24 Domenica calendario

Pinsent Matthew

• . Nato a Norfolk (Gran Bretagna) il 10 ottobre 1970. Canottiere. In 2 senza vince il 1 Mondiale nel ’91 e si ripete dal ’93 al ’95. Sulla stessa barca è campione olimpico nel ’92 e nel ’96. Nel ’97 sale sul 4 senza e vince altri tre titoli iridati e l’Olimpiade 2000. Mondiale in 2 senza e 2 con nel 2001 e in 2 senza nel 2002, ad Atene è oro nel 4 senza. «Ragazzone rubizzo di Holt, che ebbe il primo contatto con la voga a 11 anni su una barchetta del laghetto di Hyde Park e poi è diventato un atleta fenomenale. [...] una vita agonistica spesa a dominare il canottaggio come nessuno mai: Redgrave e Pinsent, inscindibili e imbattibili. Si incrociarono la prima volta nel ’90, quando Steve fece pressioni sulla federazione e scelse materialmente il giovane collega di club al Leander (tra i due ci sono otto anni di differenza), già iridato juniores, per sostituire in 2 senza il compagno Berrisford, infortunato. Un duo destinato a riscrivere i libri di storia, quattro titoli mondiali (’91 e dal ’93 al ’95, quando inanellano 61 vittorie consecutive) e due olimpici (Barcellona ed Atlanta). Un florilegio di successi che prosegue anche quando i due cambiano barca, salendo sul 4 senza (altri tre Mondiali e l’Olimpiade di Sydney). Eppure, sarebbe difficile immaginare una coppia dagli interessi più diversi: Steve ha abbandonato la scuola a 16 anni, è figlio di un carpentiere e perde spesso la pazienza; Matthew arriva da una famiglia benestante (il padre è pastore protestante), frequenta il liceo a Eton e l’Università a Oxford, laureandosi in geografia studiando tra una regata e l’altra e, soprattutto, ha un sorriso per tutti. Per una strana legge dei contrari, però, Redgrave è un esteta della vogata, mentre Pinsent è un trattore tutta forza. [...] sarebbe un errore legarne completamente la carriera a quella del grandissimo compagno: Pinsent ha vinto anche senza di lui e senza di lui si è confermato campione olimpico, trasformando il 4 senza di Sua Maestà dopo un paio d’anni di scoppole memorabili. E poi, a differenza del Baronetto [...] che viveva solo per il canottaggio, Matt si è sempre interessato al mondo circostante, sia che lo esplorasse in moto o in elicottero, le sue passioni, sia che provasse a migliorarlo con l’impegno personale: è stato membro della commissione atleti del Cio, pronunciandosi contro i Giochi a Pechino per le violazioni cinesi dei diritti umani, ha commentato con passione il suo sport per la Bbc e i più importanti quotidiani inglesi. [...]» (Riccardo Crivelli, ”La Gazzetta dello Sport” 1/12/2004). «Il signore dei remi, un atleta da museo mondiale dello sport [...] una delle glorie dello sport inglese [...] Ha cominciato a scendere in acqua all’età di tredici anni, ”perché mi piaceva trascorrere i pomeriggi d’estate in barca lungo il fiume, ma il primo approccio serio con il canottaggio è legato all’Eton College. Ma di sicuro non sarei arrivato dove sono arrivato se non avessi incontrato lungo la mia strada un personaggio come Steve Redgrave. Ho remato e gareggiato con lui per sette anni, con lui ho vinto due medaglie d’oro. Il suo esempio è stato fondamentale [...] Il segreto della mia longevità agonistica è nella testa [...]”» (’La Gazzetta dello Sport" 22/8/2004). «Ha il viso rubizzo del ragazzone di campagna, non disdegna qualche sigaretta e non sa scegliere tra vino, birra o whisky, purché non sia acqua. Piccoli vizi di una leggenda, perdonabili debolezze che finiscono per conferire un’aura ancor più brillante a una carriera senza eguali. Chi respira l’aria del Tamigi fin dalla culla, cresce a pudding e remi, anche se il piccolo Matthew ebbe il primo impatto con una barca sul laghetto di Hyde Park, all’età di 11 anni. Fu l’allenatore di canottaggio del college di Eton, un paio d’anni più tardi, a intravedere in quell’adolescente timido e studioso figlio di un pastore protestante le qualità del vogatore di razza. Lungimiranza straordinaria: a18 anni arrivò il primo oro, nel 2 senza ai Mondiali juniores, nella stagione successiva l’esordio nella rassegna iridata assoluta coincise con la medaglia di bronzo nel 4 con. In 13 anni, non avrebbe più abbandonato il podio. Perché ciò che stupisce di Pinsent [...] è l’incredibile longevità ad altissimo livello [...] Quando in acqua gareggia il suddito di Sua Maestà, non ci sono occhi che per lui e il suo imprendibile scalpo diventa la preda più ambita: battere il 2 senza inglese può dare senso a una vita di remate. [...] Ha la capacità polmonare più alta mai registrata per un atleta britannico, otto litri e mezzo. E anche se ama le scorribande in moto e i voli in elicottero, che pilota personalmente, non ha mai subito infortuni gravi. [...] Il maestro Redgrave, con cui ha diviso tre delle gioie olimpiche: – Non scherziamo: lui è Pelè e io soltanto un buon giocatore”» (’La Gazzetta dello Sport” 23/8/2003).