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 2003  agosto 21 Giovedì calendario

Diack Lamine

• . Nato a Dakar (Senegal) il 7 giugno 1933. Presidente della Iaaf (la federatletica mondiale). Rieletto nel 2003, in carica fino al 2007. «Salito al potere dopo la scomparsa di Primo Nebiolo nel novembre 1999, in quanto era il vicepresidente vicario. Poi era stato riconfermato per due anni, cioè fino alla fine del mandato del defunto presidente. [...] La sua vita è iniziata a Dakar, dove il padre, originario di un villaggio ai confini con la Mauritania, si era trasferito per diventare capo magazziniere al porto. Ha 6 fratelli. Il primo sport è stato il calcio, ha militato nelle rappresentative nazionali under 15 e under 17. ”Allora ho vinto tutto - ricorda - . Poi, diventato adulto, nel calcio non ho più ottenuto nessuno trofeo come giocatore della nazionale”. Era un attaccante solido e veloce. Ma l’atletica? ”L’ho praticata a scuola. Velocità, lungo, salita alla fune. Ma all’inizio era soprattutto il calcio la prima scelta. Nel 1957 ho saltato 7.13 in lungo e sono stato selezionato per i primi Giochi Universitari a Parigi. Mi allenavo tre giorni con il pallone e due nel lungo. Era difficile mettere insieme le due cose. L’anno seguente sono arrivato a 7.63 e sono diventato campione di Francia. Nel 1959 sono andato a Parigi e ho anche sostenuto un provino per il Racing, ma il mio sogno era partecipare all’Olimpiade e così ho scelto l’atletica. L’indipendenza del mio Paese è arrivata nel 1960, l’anno dei Giochi di Roma. Ma in gennaio mi sono infortunato al ginocchio destro e tutto è sfumato”. La sfortuna gli ha consigliato di tornare ancora al pallone. Due anni nella massima divisione senegalese e poi la carriera dirigenziale. Nel 1966 è diventato allenatore del miglior club senegalese e della nazionale. Ha fallito la qualificazione per iMondiali del 1970 perché perse nel terzo incontro con il Marocco. In quello stesso anno gli fu affidato l’incarico di segretario di Stato per la gioventù e lo sport. Quindi lo convinsero a entrare in politica e nel 1978 è diventato parlamentare per il partito socialista e sindaco di Dakar, prima di essere ministro dello Sport. Parallelamente è continuata anche la sua carriera di dirigente sia nella confederazione africana sia nel mondo dell’atletica. Come si può notare, ha un’esperienza molto vasta e forse per questo gli è riuscito facilmente di trasformarsi da semplice presidente ad interim a capo senza concorrenti. In questo momento è soprattutto preoccupato di studiare un programma di rilancio dell’atletica mondiale alla luce dei dati emersi in un’approfondita ricerca effettuata da un’agenzia specializzata che ha studiato i lati deboli e quelli solidi del movimento» (Gianni Merlo, ”La Gazzetta dello Sport” 20/8/2003).