Varie, 18 agosto 2003
PILI
PILI Mauro Carbonia (Cagliari) 16 ottobre 1966. Politico. Ex presidente della Regione Sardegna (Forza Italia) • «Mauro il Bello [...] Tre volte presidente della giunta sarda; la prima travolto dalle dichiarazioni programmatiche copiate da quelle di Formigoni: la Sardegna con 9 province e le Alpi, come la Lombardia: ”Un errore informatico, sbagliò una segretaria, si fece un polverone”. La seconda volta, impallinato ancor prima di presentare la giunta. Terza presidenza, venti mesi tormentati: – Un calvario, giochetti di palazzo e di corridoio, mistificazioni, manipolazioni, imboscate di franchi tiratori. A proposito, non è vero che sulla finanziaria sono andato sotto 150 volte. Erano emendamenti di singoli consiglieri; su proposte della giunta sono stato battuto una quindicina di volte, tutte a scrutinio segreto. Il voto segreto è un cancro che consente ricatti: divora la politica vera, che deve essere trasparenza, riducendola a un campo di guerra”. [...] Uno abituato a vincere sempre, dai tempi del movimento studentesco a quando inventò in poche ore una lista di compagni di scuola e fu eletto con altri 3 al consiglio comunale di Iglesias per diventarne sindaco, a 26 anni, mettendo fine a 40 anni di governo delle sinistre [...] ”Quando Berlusconi mi scelse come candidato presidente, disse: ’Bisogna dare il segnale di una svolta, svecchiare’. Lo ricordo bene: Arcore, 25 febbraio 1999. Io ho cercato di farlo [...] Me lo hanno impedito » . Mauro il Bello. quando è il caso, incassa senza batter ciglio. Al solito Francesco Cossiga (’Pili ha detto: ’Se potessi esprimere un libero pensiero...’? Io da lui mi accontenterei di molto meno: che fosse in grado di esprimere un pensiero qualunque”) una replica con aplomb: – Lui è un presidente che ho sempre rispettato. [....] Sono nato nel Sulcis Iglesiente, ritornerò a fare l’uomo di miniera, la mia vita privata sarà tutta sottotraccia» (Alberto Pinna, ”Corriere della Sera” 10/7/2003). «[...] è diventato in pochi mesi, da sindaco d’Iglesias, il numero uno dei numeri due di Forza Italia. [...] Dicono sia il clone di Silvio. ”Una specie di Dolly berlusconoide coi capelli e senza tacchi”, come ha scritto Gian Antonio Stella [...] Gli invidiosi mormorano che, così piacione, abbia in realtà folgorato Marina, la figlia del Cavaliere. [...] ”I primi a parlare di me a Berlusconi sono stati Beppe Pisanu e Gianfranco Anedda. [...] un sabato mattina vengo a Milano per la Borsa del turismo e squilla il telefonino: è lui, vuole conoscermi. Vado a Macherio, parliamo tre ore [...] Gli ho spiegato come ho fatto, con una lista civica, a diventare due volte sindaco d’una città rossa come Iglesias. La mia specialità è rompere gli schemi. Lì c’era un problema, l’acqua solo due ore al giorno. Alla mia gente ho detto che non importa se l’acqua arriva da destra o da sinistra, importa che arrivi” [...] il padre, Domenico Pili, è stato condannato a tre anni e otto mesi per bustarelle [...] Ha fatto la gavetta di giornalista con Maria Luisa Busi, poi fu cacciato all’esame da professionista con l’accusa d’aver saputo il tema (sul Medio Oriente) in anticipo: ”Ma il magistrato”, che una volta tanto ha giudicato come vuole lui, ”l’ha letto e l’ha trovato eccellente”. [...] ”[...] il mio grande scoop: stavo in una piccola privata, bruciai la Rai e diedi per primo la liberazione del piccolo Faruk Kassam. Anzi, vidi il bambino ancora prima dei genitori” [...] Ama farsi vedere a spasso con l’attrice Eleonora Brigliadori. Racconta che a 16 anni correva i 100 metri in 11’’6. Vorrebbe trasformare le miniere del Sulcis in una Disneyland del Mediterraneo [...]» (Francesco Battistini, ”Sette” n. 36/1999).