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 2003  agosto 18 Lunedì calendario

Petignat Nicole

• . Nata a Geschäftsleiterin (Svizzera) il 27 ottobre 1966. Arbitro, prima donna a dirigere un match di coppa europea (agosto 2003). "Si chiama come la Kidman, ha gli occhi di Isabelle Huppert e il temperamento di Margaret Thatcher. [...] A Basilea, non ha esitato a buttarsi nella mischia di calciatori svizzeri venuti alle mani in area di rigore. Con i suoi 50 chili distribuiti su un metro e 65, non sarebbe mai riuscita a separarli: così si sono visti due massicci guardalinee correre in suo aiuto. ”Avrei potuto farcela da sola - assicura ora -. Quel che conta non è la forza dei muscoli, ma la forza di carattere”. Un po’ spettinata, la fascia bianca antisudore leggermente di traverso, ha ripreso infatti il controllo della situazione e trionfalmente diretto alla conclusione (3-1) il combattuto match fra Basilea e Aarau. Con queste credenziali, osannata in Svizzera come una torera in Spagna [...] ammette: ”Solo se mi dimostrerò all’altezza del compito, altre colleghe potranno un giorno avere la stessa gioia” [...] ”Quando Nicole dirige bene, è un buon arbitro - commenta Francesco Bianchi, presidente della commissione arbitrale nella Federazione svizzera -. Ma se per caso commette un errore, ridiventa una donna”. Lei ricorda quella volta che espulse un giocatore per simulazione in area di rigore: ”Il pubblico mi fischiò ininterrottamente per tutti gli ultimi trenta minuti di partita. Ma poi la televisione dimostrò che avevo visto giusto. Un arbitro deve saper resistere anche alle pressioni degli spettatori”. Fisioterapista [...] è una pioniera: prima donna arbitro nella serie A maschile svizzera, prima donna arbitro di una finale di Coppa del mondo femminile (Los Angeles 1999, Usa-Cina 5-4) [...] ”Non è una questione di potere - precisa lei -. Ma di feeling e di psicologia. Non sono loro a dover danzare dopo il mio colpo di fischietto. Sono io che devo danzare, per applicare bene il regolamento [...] Le giocatrici sono più corrette. O, semplicemente, non hanno ancora imparato a fingere come gli uomini” [...] La signora in nero conosce i trucchi del mestiere fin da quando era una bambina e raccontava ai genitori di andare ad assistere alle partite di calcio, mentre era già iscritta con la sorella gemella, Dominique, ai corsi per guardalinee. La famiglia ha scoperto l’imbroglio troppo tardi, quando le due sorelline avevano già superato i test di ammissione alla poco vezzosa carriera: ”Veramente io volevo giocare a calcio: è stata Dominique a convincermi a seguirla ai corsi per arbitro. Poi lei ha avuto un bambino e ha smesso, io invece sono andata avanti”. Se papà e mamma temevano che Nicole diventasse un maschiaccio, col tempo devono essersi tranquillizzati: la giovane donna ha ricevuto perfino qualche proposta di matrimonio in campo. ”Non esageriamo, mi è capitato che qualche giocatore mi invitasse a cena”. E lei? ”Ho risposto che non accettavo proposte sul terreno di gioco”" (Elisabetta Rosaspina, ”Corriere della Sera” 12/8/2003).