Varie, 17 agosto 2003
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Jones Leisel
• Katherine (Australia) 30 agosto 1985. Nuotatrice. Argento nei 100 rana e con la 4x100 mista alle Olimpiadi di Sydney (2000); oro con la 4x100 mista e argento nei 100 rana ai Mondiali di Fukuoka (2001); argento nei 200 rana e e bronzo nei 100 rana e con la 4x100 mista ai Mondiali di Barcellona (2003); oro con la 4x100 mista, argento nei 200 rana e bronzo nei 100 alle Olimpiadi di Atene (2004); oro nei 100 e 200 rana e con la 4x100 mista ai Mondiali di Montreal (2005); oro nei 100 e 200 rana e argento nei 50 rana ai Mondiali di Melbourne (2007); oro nei 100 rana e con la staffetta mista e argento sui 200 rana alle Olimpiadi di Pechino (2008) • «La chiamavano “Lethal” Jones e quel nome sembrava uno sproposito. Leisel Jones si era rivelata a 15 anni in modo abbagliante, conquistando la medaglia d’argento dei 100 rana ai Giochi di Sydney, poi era stata sempre sconfitta nelle grandi finali. Si era costruita così una solida fama di perdente, infilando una serie di 6 sconfitte che bruciano. Era stata battuta ai Mondiali di Fukuoka nel 2001 dalla cinese Luo sui 100 ed era rimasta giù dal podio sui 200. Ai Mondiali di Barcellona nel 2003 era stato ancora sconfitta dalla Luo sui 100, dopo aver stabilito il record del mondo in semifinale, e da Amanda Beard sui 200. Ai Giochi di Atene, sui 100, dove era entrata da primatista del mondo, era finita dietro alla Luo e alla connazionale Brooke Hanson, mentre sui 200 era stata risucchiata da Amanda Beard, dopo aver fatto gara di testa per 190 metri. Sei sconfitte dolorose, ancorché impreziosite da cinque medaglie. [...] Quando ad Atene era salita sul podio accanto ad Amanda Beard, Leisel aveva il broncio. Era apparsa addolorata, delusa, scontrosa, villana. Quell’immagine aveva turbato l’Australia, dove il nuoto è lo sport nazionale. La grande Dawn Fraser l’aveva criticata con durezza. Quelle critiche hanno avuto un effetto catartico. “Dopo quella lezione ho deciso che la vittoria non era indispensabile, che dovevo divertirmi nuotando. Prima ero ossessionata dalla vittoria. Ho cambiato approccio”, ha raccontato Leisel. Aveva anche cambiato allenatore, lasciando Ken Wood per Stephan Widmer, il tecnico di Lisbeth Lenton. Quel cambio l’ha trasformata. “Ho corretto lo stile. Ma, soprattutto, nuoto più rilassata”, ha spiegato. La rana è uno stile dove non conta la forza: l’armonia e la fluidità sono fondamentali. [...]» (Claudio Gregori, “la Repubblica” 31/7/2005) • «Soprannominata Donnola [...] Vorace come il mammifero del soprannome. Quando Penny Heyns timbrò il record mondiale dei 100 rana in 1’06’’52, Leisel mieteva record di categoria. Ma quel 23 agosto del ’99, a Sydney, l’australiana c’era in tribuna, ad ammirare l’olimpionica sudafricana: “Un giorno quel record sarà mio”. [...] Si ispira a SamanthaRiley, della quale ha decretato la fine in piscina ai Trials di Sydney 2000, quando la piccola Jones, quattordicenne, passò in sei settimane dai 4 successi dei campionati giovanili di Perth al podio olimpico con il doppio argento (uno in staffetta). Nacque così un fenomeno. Nell’immaginario degli australiani, sarebbe già la risposta femminile al Superfish Thorpe. Di sicuro, Letal Leisel stadiventando la nuotatrice più celebrata d’Australia [...] Ultima erede di nomi altisonanti: Dawn Fraser, Shane Gould, Susie O’Neill, Petria Thomas. Nel più ristretto recinto delle raniste, è il talento sbocciato dopo la Riley e Rebecca Brown. Più che l’oro, le mancava soprattutto il record del mondo: come Thorpe, cerca solo nuovi limiti. [...] Si sente “ soprattutto forte mentalmente”, dopoaver praticato pugilato e rugby. All’Olimpiade fu talmente irriverente da precedere sul podio dei 100 l’ascetica Penelope: perse dall’americana Megan Quann. [...] Ai Mondiali 2001 s’arrese all’esperta Luo Xuejuan nei 100 [...] Vive con la madre Rosemarie, beve solo acqua, ama stare sempre in spiaggia (a nord di Brisbane) con il cane Chloe. Aveva 2 anni quando si tuffò la prima volta. Per divertimento» (“La Gazzetta dello Sport” 22/7/2003).