Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  agosto 13 Mercoledì calendario

"Tutto è cominciato a Gilo. O meglio, l’idea che un Muro potesse funzionare da deterrente e da difesa è scaturita in questo moderno agglomerato urbano, punto di scontro e di frizione tra la Gerusalemme ebraica e le periferie palestinesi di Betlemme

"Tutto è cominciato a Gilo. O meglio, l’idea che un Muro potesse funzionare da deterrente e da difesa è scaturita in questo moderno agglomerato urbano, punto di scontro e di frizione tra la Gerusalemme ebraica e le periferie palestinesi di Betlemme. Guai, intanto, a chiamare Gilo ”insediamento”, come dicono i palestinesi: gli israeliani lo considerano un normale sobborgo, a sud di Gerusalemme. Per anni, è stato un campo di battaglia: bersaglio dei kalashnikov palestinesi, con Tsahal – l’esercito di Israele - che replicava a colpi di mortaio e affidandosi ai carri armati. Insomma, un punto assai ”caldo”, una dura impossibile convivenza. Una volta, nemmeno tanto tempo fa, i pastori palestinesi lasciavano pascolare i loro greggi a pochi metri dai primi caseggiati israeliani. Le ruspe hanno cancellato i pascoli e lì è stata costruita la prima barriera di cemento: all’origine doveva soltanto proteggere gli abitanti di Gilo dagli spari dei palestinesi. Ma la sua efficacia lo ha trasformato nel modello, in miniatura, del grande Muro che spezza in due la Terra Santa e che divide Israele dai Territori: non a caso, un piccolo segmento però assai strategico passerà proprio poche decine di metri più in basso, sotto i condomini di Gilo e le infrastutture della metropoli ebraica. Oggi i chilometri della ”barriera separatoria” sono già 123, più 18 chilometri di ”ostacoli” posti attorno a Gerusalemme ed altri 20 chilometri a nord, nella zona di Baka a-Sharkiya".