(Pietro Somaini,ཿDiplomatiqueཿil Riformista 15/7/2003), 15 luglio 2003
I palestinesi dopo la costruzione del muro disporranno di uno «stato gruviera»: «Per passare da una città all’altra dovranno affrontare posti di blocco e scavarsi tunnel, mentre alcune centinaia di migliaia di abitanti della Cisgiordania saranno separati dai propri campi e dai propri mezzi di sostentamento: un invito neanche troppo velato all’emigrazione, altro che gli impossibili sogni sul diritto al ritorno di quei due terzi di palestinesi che furono cacciati nel 1948
I palestinesi dopo la costruzione del muro disporranno di uno «stato gruviera»: «Per passare da una città all’altra dovranno affrontare posti di blocco e scavarsi tunnel, mentre alcune centinaia di migliaia di abitanti della Cisgiordania saranno separati dai propri campi e dai propri mezzi di sostentamento: un invito neanche troppo velato all’emigrazione, altro che gli impossibili sogni sul diritto al ritorno di quei due terzi di palestinesi che furono cacciati nel 1948. All’apice del processo di pace di Oslo, in qualche modo, ai palestinesi sarebbe toccato l’80 per cento di quel 20 per cento di territorio del vecchio mandato britannico, conquistato da Israele nel 1967. Lo spazio lasciato ai palestinesi all’interno delle enclaves, circondate da ogni lato dal grande muro elettrificato, minato ed elettronizzato, corrisponde esattamente a quel 42 per cento di territorio per lo Stato palestinese di cui da parecchi anni parla Ariel Sharon».