(Igor Man ཿLa Stampa 13/8/2003 pagina 1), 13 agosto 2003
"Si ha l’impressione che ancorché per opposti motivi sia Israele che l’Autorità palestinese, anziché trattare veramente, preferiscano, per dirla in gergo, ”tirare a campare”, sospesi in un limbo precario, gravido di minacce, ma che tuttavia li esenta da una politica realistica fatalmente irta di (davvero) dolorose rinunce
"Si ha l’impressione che ancorché per opposti motivi sia Israele che l’Autorità palestinese, anziché trattare veramente, preferiscano, per dirla in gergo, ”tirare a campare”, sospesi in un limbo precario, gravido di minacce, ma che tuttavia li esenta da una politica realistica fatalmente irta di (davvero) dolorose rinunce. Non lo ammetteranno mai, ma né Abu Mazen né Sharon intendono passare alla Storia come i liquidatori della ”causa”: quella sionista, quella palestinese. Che ci pensino i militari disobbedienti di Tzahal, quando avranno l’età, che ci pensino i giovani arrabbiati di Gaza e di Nazareth: quando avranno l’età, anche loro. I grandi vecchi sono stanchi, lasciategli gestire l’ufficio stralcio della loro storia personale che ”per motivi anagrafici” dovrà concludersi in quest’alba tragica del Terzo Millennio. Non chiedetegli più atti di coraggio perché l’hanno speso tutto o, al massimo, gli rimangono pochi spiccioli. Questo discorso vale pure per Arafat che del tirare a campare è maestro".