Umberto De Giovannangeli ཿl’Unità 11/8/2003 pagina 6, 11 agosto 2003
"Haviv Danon aveva 16 anni. Era un ragazzo allegro, uno studente modello.Viveva con la sua famiglia a Shlomi, una cittadina dell’alta Galilea, a ridosso del confine con il Libano
"Haviv Danon aveva 16 anni. Era un ragazzo allegro, uno studente modello.Viveva con la sua famiglia a Shlomi, una cittadina dell’alta Galilea, a ridosso del confine con il Libano. Haviv è morto in una torrida mattinata, colpito al petto e alle braccia dalle schegge dei proiettili sparati contro la cittadina israeliana dall’artiglieria di Hezbollah. Haviv si era recato, poco prima di mezzogiorno, in un centro commerciale per acquistare una muta da sub prima di andare in vacanza. E’ morto dissanguato in pochi minuti. I proiettili dei miliziani del ”Partito di Dio” libanese – che hanno usato cannoni a tiro rapido di 57 mm di calibro – hanno provocato anche cinque feriti, uno in condizioni molto gravi. Poche ore dopo è giunta la risposta di Israele: elicotteri da combattimento colpiscono postazioni di artiglieria di Hezbollah nei pressi di Tair Harfa, in sud Libano. La tv di Hezbollah conferma gli attacchi degli aerei sionisti. Grande è la collera di Israele nei confronti di Hezbollah e, forse, ancora di più contro Siria e Iran, quest’ultimo in quanto ispiratore, finanziatore e protettore dei guerriglieri. Lo è ancor più alla luce del fatto che lo Stato ebraico, nel rispetto della risoluzione dell’Onu 425, si è completamente ritirato nel maggio 2000 dalla parte che ancora occupava nel Libano meridionale, attestandosi su una linea di confine che ha avuto l’assenso delle stesse Nazioni Unite. Gli Hezbollah sostengono invece che Israele ancora occupa una piccola aerea, quella delle ”Fattorie di Sheeba”, che però in tutte le vecchie carte geografiche risulta essere parte dela territorio siriano assieme alle alture del Golan".