Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  agosto 16 Sabato calendario

Kelly David

• Pontypridd (Gran Bretagna) 17 maggio 1944, Abingdon (Gran Bretagna) 17 luglio 2003 (suicidio). «Barbetta sul mento, occhiali da miope, la rigorosa riservatezza del timido, un´intelligenza feroce. [...] Anonimo professore di Oxford con un´illimitata conoscenza nel campo delle armi biologiche, sbattuto in prima pagina dai media inglesi come la misteriosa ”talpa della Bbc”, sembrava uscito dalle pagine di un romanzo di spionaggio: l´accademico allampanato, l´inglese tranquillo, custode di atroci segreti, sospinto in una vicenda di cui non può controllare le conseguenze. [...] ”Quando l´Iraq invase il Kuwait nell´estate del 1990, non avrei immaginato che Saddam Hussein potesse condizionare il resto della mia vita”. Una volta Kelly ci aveva scherzato sopra così. Ma è la verità: l´invasione del Kuwait ha pesato in modo imprevedibile sulla sua esistenza. Laureato in microbiologia a Oxford con una tesi sui fertilizzanti, è dapprima un autorevole ricercatore universitario, quindi uno scienziato presso il Porton Down, prestigioso laboratorio biochimico militare. Comincia a lavorare come consulente per organizzazioni internazionali come esperto in materia di armi di sterminio di massa. Dopo il ’91, crollata l´Urss, visita spesso la Russia e altre ex repubbliche sovietiche per esaminarne gli arsenali. Ma presto la sua esperienza lo conduce a Bagdad. Arruolato tra gli ispettori dell´Onu che devono certificare il disarmo iracheno, tra il ’94 e il ’99 effettua trentasei viaggi in Iraq. Quando Saddam espelle gli ispettori, viene assunto dal Foreign Office e dal ministero della Difesa britannici. ”Nessuno conosce i programmi iracheni meglio di lui”, dicono i colleghi stranieri. ”Si esprimeva con precisione assoluta, tremenda”, ricorda Tom Mangold, un amico di famiglia. Una passione per l´esattezza che forse è andata in crisi al momento di preparare il dossier di accuse all´Iraq, utilizzato da Blair (e Bush) per giustificare l´attacco. questo che, dopo la guerra, spinge Kelly a rivelare al giornalista della Bbc Andrew Gilligan presunte manipolazioni governative, adottate per ”rendere più sexy” i dossier, ossia più gravi, le responsabilità di Saddam? Richard Ottaway, un deputato conservatore della commissione Affari Esteri dei Comuni che lo aveva interrogato aspramente, ne è convinto: ”Aveva alluso a pesanti pressioni nei suoi confronti”. In preda ai sensi di colpa per avere manipolato le accuse all´Iraq, lo scienziato si sarebbe prima confidato con la Bbc, per poi togliersi la vita. Altri parlamentari citano una causa differente: ”Gente come lui non è abituata all´invadente attenzione dei media”. Ai Comuni la sua voce era quasi inudibile, tanto che più volte i membri della commissione lo hanno esortato a parlare più forte. Kelly arrossiva, piegato sul microfono. Si vergognava della pubblica berlina o delle esagerazioni nel dossier su Saddam? ”L´interrogatorio era una trappola”, sostiene un altro conservatore, John Stanley, ”qualcuno al ministero della Difesa ha provato a gettarlo ai lupi, a farne il capro espiatorio”. Quella sera Kelly racconta alla moglie di essere ”stressatissimo” e ”molto, molto scioccato” da quanto è accaduto all´udienza parlamentare. Inseguito dai cronisti fin davanti alla sua casetta di Abingdon, settanta chilometri a ovest di Londra, il professore e la consorte vanno a rifugiarsi in un´altra abitazione. Ma lo scienziato capace di partire senza batter d´occhio per Bagdad si deprime a dormire a casa d´altri. Così torna ad Abingdon. Il 17 luglio 2003 alle 15 esce di casa per una delle sue passeggiate nella campagna. La moglie non c´è. L´assedio dei media si è rilassato. Piove fino a sera, e Kelly non rientra. Sua moglie nota che non ha preso con sé neanche un giaccone. Allarmata, chiama la polizia, che alle 11 e 45 inizia le ricerche. Durano poco: alle nove del mattino del 18 luglio un cane fiuta il suo corpo a otto chilometri da casa. ”Sono molto addolorato”, è il commento di Blair sull´aereo da Washington a Tokyo. Ma i dolori potrebbero essere appena cominciati» (e.f., ”la Repubblica” 19/7/2003).