Varie, 12 agosto 2003
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CLOETE Hestrie Germiston (Sudafrica) 26 agosto 1978. Saltatrice in alto, campionessa del mondo nel 2003 • «Il suo approccio allo stacco è piuttosto curioso, perché opera una circonduzione della braccia complicata nella fase più delicata della rincorsa, ma lei dice: ”Forse è un retaggio della mia carriera nella pallamano
CLOETE Hestrie Germiston (Sudafrica) 26 agosto 1978. Saltatrice in alto, campionessa del mondo nel 2003 • «Il suo approccio allo stacco è piuttosto curioso, perché opera una circonduzione della braccia complicata nella fase più delicata della rincorsa, ma lei dice: ”Forse è un retaggio della mia carriera nella pallamano. Non lo so. Ho sempre saltato così e adesso è impossibile correggermi. chiaro, non sono un esempio da imitare...”.Vive a Coligny, centro agricolo a 250 km da Johannesburg, è sposata con un carrozziere, fratello del marito di sua sorella. [...] Alta, potente, aveva cominciato la pratica atletica a scuola con i 400 e gli 800, poi aveva scelto il salto in alto per fare meno fatica... ”La corsa mi distruggeva... Meglio sollevare pesi per potenziarsi e poi bastano nove passi di rincorsa per volare”. In Sudafrica è donna da copertina, ma lei assicura di essere portata soprattutto per la vita da casalinga, vicina al marito, che non la seguemai in trasferta, perché deve mandare avanti l’azienda. [...] ”Sono una buona cuoca. La mia specialità è il boere kos: patate, riso e agnello. Con un bicchiere di vino rosso manda in paradiso”» (Gianni Merlo, ”La Gazzetta dello Sport” 12/8/2003) • «Ha una farfalla tatuata sulla schiena. ”Perché voglio volare anch´io”. Non la fregate con la retorica. ”Tagliamo corto. Mi alleno sull´erba, a piedi scalzi. Non m´interessa avere una buona pedana, faccio con quello che trovo, quando va bene è tartan. Mio marito, il signor Storbeck, ha una carrozzeria e se se vogliamo vivere io devo dargli una mano come segretaria. Per questo smetterò presto. Pensavo già di lasciare prima di Atene, ma ora che sono salita sul mondo, continuo anche ai Giochi. Però, non mi vedrete per molto. Io ci tengo alla famiglia, ad avere figli, a vivere un´esistenza normale. Se la mia famiglia è qui? Ma cosa credete, che abbiamo tempo da perdere? Cari miei, c´è da mandare avanti l´azienda”. Ecco, Hestrie è così. Alta: 1,85. Magra ma potente: 68 chili. Ma soprattutto un´atleta essenziale, una che non gira attorno alle cose. Ti sorride e ti fa scoprire un altro mondo, che comunque usa lo sport per se stesso, senza chiedere in cambio gloria e medaglie. Non chiede il conto, Hestrie. Semplicemente dice che correre e saltare fa bene, che in Sudafrica lo fanno tutti, senza lamentarsi. ”Mai avuti miti. Devo lavorare, non ho tempo per guardare la tv. Non m´interessano i grandi campioni, io l´esempio l´ho avuto in famiglia da mio padre e mia madre. Non ho bisogno di guardare altrove. Gioco anche a calcio, mi piace. E leggo la Bibbia. E mi metto spesso a piangere per mia sorella, che è morta in un incidente, ma non ne voglio parlare”. Con Hestrie Cloete il salto in alto è tornato a volare, alla ricerca della misura che la bulgara Stefka Kostadinova realizzò a Roma nell´87. Quel 2,09 che Hestrie ha cercato di cancellare facendo mettere l´asticella a 2,10, ma senza risultato. Eppure. ”Eppure la mia testa è lì, devo farci solo arrivare anche le gambe. Forse alla fine dell´anno ce la farò a far salire il mondiale della donne più in alto. Io vi dico che posso”» (Emanuela Audisio, ”la Repubblica” 1/9/2003).