12 agosto 2003
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Jones Elvin
• . Nato a Pontiac (Stati Uniti) il 9 settembre 1927, morto a Englewood (Stati Uniti) il 18 maggio 2004. Batterista. Jazz. «Il maestro della poliritmia che per cinque anni divenuti leggenda (1960-65) catapultò verso la fama il quartetto di John Coltrane [...] Sciamanico dietro i tamburi che fanno tutt’uno con la sua bella persona, un sorriso largo che ti apre il cuore [...] ”Ho avuto diverse esperienze importanti. Come la grande opportunità di lavorare con il trombonista Tyree Glenn, molto popolare allora. Ogni sera in abito da sera, ci esibivamo nei supper-club di New York con una musica d´intrattenimento che è stata la mia scuola. Nella band c´erano anche mio fratello Hank al piano e Tommy Potter al contrabbasso [...] Ascoltavo gli altri batteristi, come Kenny Clarke, Philly Joe Jones, Papa Jo Jones, Art Blakey... Ho dovuto imparare dal niente, suonando con Jay Jay Johnson, Harry Edison. stata una lezione molto utile interpretare la musica di quei grandi solisti [...] Conobbi John Coltrane tramite il mio amico Miles Davis. Philly Joe Jones era ammalato e non poteva seguire la band per una scrittura a Filadelfia. Miles mi chiese di sostituirlo per due settimane. stata la prima occasione per suonare con "Trane", che già meditava di formare un suo gruppo. Mi domandò se ne volevo far parte e gli dissi sì. Ero più attratto da un piccolo gruppo, anche perché, nel frattempo, avevo seguito "Trane" per tutti i mesi che suonò con il quartetto di Thelonious Monk, quello con Wilbur Ware e Shadow Wilson. Abitavo di fronte al Five Spot e quasi ogni sera ero lì: erano fantastici [...] Fu Charles Mingus che mi raccomandò al manager di Bud Powell. Powell era appena tornato dall´ospedale e, con Mingus nel trio, era pazzesco. Il suo piano era un flusso d´acqua pura, e Bud era meraviglioso, sensitivo, gentile [...] Mio padre era un ministro della chiesa battista. Ho imparato molto dalla musica religiosa, dai gospel e spiritual. Anche la radio è stata assai importante: ho scoperto così le orchestre di Chick Webb, Duke Ellington, Jimmie Lunceford, Benny Goodman e Count Basie. A quei tempi non avevo soldi per comprare dischi o per pagarmi le lezioni di batteria”» (Giacomo Pellicciotti, ”la Repubblica” 11/8/2003). «Uno dei più geniali e amati batteristi del jazz, il pilastro ritmico del leggendario John Coltrane Quartet, ma anche l’accompagnatore straordinario di Duke Ellington, Bud Powell, Miles Davis, Charles Mingus e Charlie Parker. [...] cresciuto a Detroit, Elvin Ray Jones era il più piccolo di dieci figli. In famiglia la musica era di casa ed Elvin si affermò nel jazz insieme ai fratelli Thad, trombettista e arrangiatore scomparso nel 1986, e al più vecchio Hank, pianista che ha da poco suonato a Milano. [...] ”Anche tra le mie quattro sorelle c´era chi suonava il piano e chi studiava musica. Ma mio padre era un ministro della chiesa battista. Ho imparato molto dai canti religiosi, dai gospel e spiritual. Anche la radio è stata importante: ho scoperto così le orchestre di Chick Webb, Duke Ellington, Jimmie Lunceford, Benny Goodman e Count Basie. A quei tempi non avevo soldi per comprare dischi o per pagarmi le lezioni di batteria”. Elvin Jones apparteneva a una razza speciale di musicisti, quando il jazz era ancora una sfida da superare per artisti magari illetterati, cresciuti nel ghetto, circuiti da spacciatori e donne facili, ma con l´unico orgoglio della musica come riscatto. Era un tipo semplice, ma sveglio, intelligente e con un grande ottimismo. Fu uomo di eccessi e sbronze formidabili, fino a quando 38 anni fa sposò Keiko, una piccola e tosta giapponese che non lo ha lasciato più. La sua ricca storia musicale è segnata dai cinque, vertiginosi anni (1960-65) che resero mitico il quartetto di John Coltrane e consacrarono Elvin come l´innovatore e maestro insuperabile della poliritmia» (Giacomo Pellicciotti, ”la Repubblica” 20/5/2004).