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 2003  agosto 08 Venerdì calendario

SPECIALE

SPECIALE Roberto Pietrapersia (Enna) 17 marzo 1943. Generale. Ex vicecapo di stato maggiore, dall’agosto 2003 al giugno 2007 comandante generale della Guardia di Finanza (mandato alla Corte dei Conti dopo uno scontro col viceministro dell’Economia Vincenzo Visco). Laureato in Scienze strategiche, ha ricoperto vari incarichi operativi, fra cui la guida della missione in Sicilia denominata Vespri Siciliani, che gli valse il premio Elio Vittorini. Il suo grande impegno non era sfuggito all’allora capo di stato maggiore della Difesa, Guido Venturoni, che ne aveva fatto un suo pupillo. Nel 2008 eletto alla Camera col Pdl • «[...] A incontrarlo di persona [...] è un piccoletto dall’aria mefistofelica, con gli occhi che gli ridono e la battuta spiritosa. Ma guai a sottovalutarne la tempra. Uno tosto, che sa farsi valere, durissimo quando vuole, e combattivo, come hanno scoperto a loro spese un sacco di generali della Finanza [...] e come possono testimoniare Prodi e Visco. Uno che nelle accademie dell’esercito ha studiato di strategia. [...] A scorrere la sua biografia - dieci anni a Roma, al vertice delle forze armate prima di approdare alla Finanza - si capisce che Speciale se ne intende anche delle guerre più velenose. [...] Il giorno che lo nominarono comandante della Finanza - il 17 ottobre 2003 - non se l’aspettava nessuno. Nemmeno l’allora ministro della Difesa, Antonio Martino, che se lo trovò catapultato al vertice senza averlo inserito nella rosa dei papabili. Ma quella era la volontà di Berlusconi. E di Tremonti. E così fu. ”Vado a riorganizzare un po’ le cose laggiù. Vedrete”, si lasciò sfuggire davanti ad alcuni cronisti amici. La cosa curiosa è che non ha vestito mai la divisa grigia della Finanza, ma è rimasto in grigioverde. Nei carabinieri non succede: i comandanti generali, anche quando arrivavano dall’esercito, quanto prima si mettevano la livrea nera per segnare il nuovo inizio. Lui, no. Era orgoglioso della sua provenienza dall’esercito. Tornarne come capo di Stato Maggiore, il suo sogno segreto. Nel 1992 aveva concepito, organizzato e condotto l’operazione ”Vespri siciliani”. Riorganizzare il personale era il suo pallino. quanto aveva fatto all’esercito. L’ha fatto anche alla Finanza. Presto l’intera struttura ha scoperto quanto fosse abile, e però anche duro, il suo polso. Da buon generale che conosce i regolamenti, la sua arma migliore è stata la commissione d’avanzamento. Ovvero il luogo dove si determinano gli scatti di carriera degli ufficiali. Un ufficio che può essere secondario. Ma può anche diventare cruciale. Lì, alla commissione d’avanzamento, si sono giocate gran carriere, consumate alleanze, ordite congiure. [...]» (Francesco Grignetti, ”La Stampa” 2/6/2007) • «[...] Per oltre quattro anni ha curato la selezione dei contingenti dell’Esercito destinati alle missioni estere, era lui a indicare i reparti più idonei, più preparati per le operazioni previste. Ha sempre avuto un ruolo attivo, diciamo che è stato la spalla di tre capi di stato maggiore dell’Esercito, preoccupandosi sempre di acquisire per i militari le armi e l’equipaggiamento più moderni» (Marco Nese, ”Corriere della Sera” 1/8/2003).