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 2003  agosto 07 Giovedì calendario

Bothroyd Jay

• Islington (Gran Bretagna) 5 maggio 1982. Calciatore. Giocò nel Perugia (2003-2005) • «“Bothroyd? Un fenomeno: quando un attaccante, a 21 anni, è così forte e così prolifico vuol dire che è un grande”. Parola di Luciano Gaucci, uno che di talenti, dopo aver pescato calciatori, per il suo Perugia, in mezzo mondo, se ne intende. [...] Un ragazzone di 21 anni e di 190 centimetri giunto in Italia dalla serie B inglese per sostituire un piccoletto di nome Miccoli, che a Perugia aveva fatto impazzire tutti. [...] Ha lasciato il suo Coventry (in piena crisi finanziaria) a parametro zero, dopo aver segnato 11 gol in 23 partite. La sua cassetta, poco tempo prima, era finita nella sede della società umbra in mezzo alle tante che quasi ogni giorno arrivano da tutto il pianeta: “Fisico possente, allungo poderoso: da provare”, avevano suggerito al tecnico Cosmi gli osservatori. E al debutto in allenamento è stato amore a prima vista: il gigante londinese ha convinto tutti, anche quelli che di fronte alla nazionalità di provenienza avevano inizialmente storto il naso, visti i precedenti con i calciatori inglesi transitati per l’Italia, che spesso non si sono ambientati nel nostro campionato. Ma, a detta di Cosmi, di inglese, questo giovanottone di 85 chilogrammi ha davvero poco. “Si muove come una gazzella e assomiglia ad Adriano”, lo ha definito il tecnico biancorosso. Il destino di Bothroyd nel nostro calcio potrebbe essere diverso da quello, incolore, dei colleghi d’oltremanica che lo hanno preceduto [...] Possente e generoso, ma anche prolifico e rapido, nonostante la mole, “Jack” (così si fa chiamare) sta già nelle grazie del presidente Luciano Gaucci, che se le coccola come uno dei suoi purosangue» (Roberto Ciarapica, “la Repubblica” 14/8/2003). «Qualche anno fa, cominciò a entusiasmarsi per l’Italia, non solo calcistica. “Quando Gascoigne passò alla Lazio, scattò la molla. Guardavo le vostre partite, ammiravo i giocatori. Allo stesso tempo, cominciai ad andare nei ristoranti italiani, volevo conoscere tutto” […] Si conquista un posto in tutte le nazionali giovanili, fino all’under 21. Primo contratto da professionista nel ’99 con l’Arsenal, con cui vince la Youth Cup 2000 (under 19). In semifinale, contro il West Ham, un episodio controverso: Jay è sostituito e i giornalisti lo accusano di essersi strappato di dosso la maglia per protesta. Lui respinge: “Un equivoco, non mi sarei mai sognato di fare una cosa del genere e non l’ho mai fatta”. Passa al Coventry, in Prima Divisione, per un milione di sterline. Suscita entusiasmi e perplessità. Alcuni tifosi, sul sito non ufficiale del Coventry, dicono che è “pigro e irresponsabile”, ma gli riconoscono “un immenso, naturale talento”. E i giornalisti mettono in luce le sue qualità, come nella partita vinta 1-0 in trasferta col Wimbledon: “Bothroyd ha giocato come un indemoniato, provocando il rigore e diventando l’uomo vincente”. Gordon Strachan, tecnico del Coventry nel 2001, lo tiene in panchina per molto tempo dopo averlo fatto esordire contro il Manchester United. Poi lo schiera col Sunderland (1- 0) e spiega: “Doveva diventare uomo. Forse è stato un mio errore farlo esordire troppo presto. Comunque, lui ha imparato che in una partita di calcio c’è molto di più che ballare sulla palla”. Jay comincia a segnare: 6 gol nel 2001-02, 11 nel 2002-03 (cannoniere del Coventry, davanti al giocatore-allenatore Gary McAllister con 9). La società, però, è in crisi, molti giocatori devono andare via. Bothroyd è lasciato libero. Alcuni osservatori di Alessandro Gaucci lo hanno notato: provino col Perugia. Nel test col Bassano (12-0), bella prova e contratto di 3 anni. Gaucci precede di pochissimo il club inglese del Walsall. Il commento degli inglesi: “Sfortunatamente (per noi) Bothroyd ha giocato benissimo e ha ottenuto il contratto”. […] I compagni lo chiamano Jack, e aggiungono “lo squartatore”» (Gennaro Bozza, “La Gazzetta dello Sport” 6/8/2003).