Varie, 6 agosto 2003
ABU BAKR
ABU BAKR (Ali Abdulrahman Saeed al-Faqa’asi Al-Ghamdi) Arabia Saudita 1974. Politico • «Si è addestrato nel campo afghano di al-Faruq e, fedelissimo di Osama bin Laden, durante la guerra in Afghanistan era nelle unità arabe che affiancavano i taleban. L’intelligence americana ritiene che sia stato uno dei comandanti nella battaglia di Tora Bora - l’ultima del conflitto - da dove riuscì a fuggire verso il Pakistan ed a tornare in Arabia Saudita, dove rapidamente divenne il coordinatore delle cellule ancora attive. Nel 2002 si è affermato come uno dei colonnelli di Osama bin Laden più impegnato nel rilancio di Al Qaeda, con la pianificazione di nuovi attentati assieme a Khalid Sheik Mohammed (poi arrestato in marzo in Pakistan). Riuscì ad evitare per mesi la cattura in Arabia Saudita e fu in particolare il regista degli attacchi di Riad. L’Fbi ritiene che, dopo la cattura di Khalid Sheik Mohammed, era stata affidata a lui la gestione delle cellule dormienti di Al Qaeda in Canada e Stati Uniti, alle quali spetta di lanciare la ”seconda ondata di attacchi” dopo quella dell’11 settembre 2001. La cattura nel giugno 2003 avvenne in maniera mai del tutto chiarita: gli americani parlarono di arresto mentre per i sauditi fu una trattativa terminata con la sua decisione di consegnarsi ottenendo in cambio il salvacondotto per la moglie ed altri parenti. Da allora è stato ogni giorno sotto interrogatorio, come nessun altro degli altri 200 militanti islamici arrestati dai servizi di sicurezza di Riad. Sauditi ed americani lo ritengono la chiave d’accesso alle ramificazioni di Al Qaeda in Nordamerica nel dopo-Afghanistan: collegato da un lato al nuovo comandante militare Saif al-Adil ed ad Abu Mohammed al-Masri, che si ritiene si trovino in Iran, e dall’altro a Osama Bin Laden o, se fosse morto, al suo erede, il figlio Saad» (Maurizio Molinari, ”La Stampa” 1/8/2003).