Varie, 4 agosto 2003
MAGNINI
MAGNINI Filippo Pesaro 2 febbraio 1982. Nuotatore. Primatista italiano dei 100 sl (48’’04 a Roma il 29 luglio 2009). Campione del Mondo sulla stessa distanza a Montreal 2005 e Melbourne 2007. Medaglia di bronzo della 4x200 sl alle Olimpiadi di Atene (2004). Campione europeo 2004 nei 100 sl e nella staffetta 4x100 sl. Oro nei 100 sl, nella 4x100 sl, nella 4x200 sl e bronzo nei 200 sl agli europei 2006. Bronzo con la 4x100 sl ai mondiali 2007 • Figlio di un ragioniere e un’insegnante di musica, cominciò a nuotare a 8 anni, ma a 16 rischiò di smettere. Fino al 2001 gareggiava a rana. Il 17 novembre 2003 a Viareggio la sua prima vittoria nei 100 sl: batté Vismara in 49’’20. testimonial Arena. «[...] I 100 stile libero rappresentano, per il nuoto, quello che i 100 metri sono per l’atletica o l’otto per il canottaggio o i pesi massimi nella boxe (se ad assegnare il titolo fosse un solo ente anziché l’attuale condominio di sigle), insomma quella che gli inglesi definiscono ”the match”, la Gara. [...] Il successo di Pippo vale il lampo di Livio Berruti sui 200 dell’Olimpiade romana; vale il momento in cui l’arbitro Mark Conn alza il braccio di Nino Benvenuti, decretandolo vincitore di Emile Griffith e nuovo campione del Mondo dei medi nel 1967 al vecchio Garden di New York; vale la rete di Marco Tardelli, resa indimenticabile dall’esultanza mille volte riproposta, nella finale del Mundial di Spagna 1982 [...]» (Daniele Redaelli, ”La Gazzetta dello Sport” 29/7/2005). «[...] è alto 186 cm e ha un peso forma di 75 chili. Nuota per la Larus, per la quale è tesserato anche Rosolino, con il quale condivide dunque l’allenatore. [...] ha lasciato Pesaro per la capitale sabauda. Pur avendo sfiorato un destino da bagnino, diceva di trovare divertente vivere sotto la Mole. [...] dopo l’Olimpiade, in cui ha conquistato il bronzo nella staffetta 4x200 stile libero, ma è rimasto deluso dal quarto posto della 4x100 sl e dal quinto nei 100, ha mollato Torino e si è trasferito a Roma con il suo allenatore Rossetto. Filippo ha cambiato stile da ragazzo passando dalla rana allo stile libero e ha superato anche la voglia di lasciare che lo ha attraversato a 16 anni. ”I risultati non venivano e il nuoto è faticoso”. La nostalgia per la sua città e i suoi luoghi di mare lo prende solo d’estate. [...] è uno sportivo universale. Prima di dedicarsi al nuoto, ha provato altri sport oltre al calcio: dal pattinaggio al basket al tennis» (r. per., ”Corriere della Sera” 29/7/2005). «Faceva l’ala tornante a Pesaro, si tuffava in origine da ranista senza risultati eclatanti, stava per tornare a fare il calciatore, con l’Inter nel cuore, quando venne folgorato da Claudio Rossetto: ”Vieni a Torino, proviamo con lo stile libero”. Pippo ha impiegato due anni per diventare il nostro Weissmuller: ha cancellato Vismara, ha conquistato l’argento europeo in vasca corta» (’La Gazzetta dello Sport” 24/3/2004). «Superpippo faceva l’ala destra, frequentava troppe spiagge: il nuoto, proprio no, non era nella sua testa. Per un pesarese dopo il calcio semmai c’è il basket. Eppure in piscina, anche se per caso, ci finì. La prima volta si tuffò a8 anni: per irrobustirsi. A 16 aveva smesso: Thorpe a 15 era già campione del mondo. Però Magnini non voleva perdersi, entrò nelle nazionali giovanili, gareggiò in coppa Comen sino al 2001. Ma non si piaceva in acqua: ”A rana peggioravo, decisi di provare a stile libero”. In quella marcia del gambero, svanita l’illusione, senza soddisfazioni, da giovanissimo, senza ostinazione e senza una testa tosta, Filippo sarebbe tornato probabilmente al calcio, attratto da condizioni più facili. Invece se ne andò a Torino: incontrò Claudio Rossetto, allenatore di Beccari e Cappellazzo alla Rari Nantes, si sistemò in un appartamento diviso col cugino Matteo a duepassi dalla piscina comunale. Prendeva scherzosamente schiaffi dai due big azzurri e lui menava fendenti solo in acqua, sempre silenziosamente. ”Un po’ come Brembilla, mi piace la concretezza, come vede la vita. L’accostamento a Lamberti? Quando Giorgio fece il record del mondo io avevo solo 7 anni, in verità mi stregò Popov. Con Giorgio il paragone è scomodo anche se nei 100 sl ho battuto il suo record in corta”. [...] in nazionale, agli Europei di Dunkerque nel 2000: fu un flopper l’ex ranista Filippo Magnini, 17° e 18°. Così stava per smettere, tornare al calcio, cercarsi un lavoro. [...] ”[...] Assomiglio a papà Gabriele, scuro come me: ma avrei voluto il colore degli occhi di mamma Laura, azzurri”. Il colore dei sogni. Ha cominciato in Europa a costruire questo trionfo: a Madrid battè Pieter Van den Hoogenband e fu la prima svolta: conquistò altri due ori con la 4x100 veloce e la 4x200. Poi arrivarono i Giochi: ”Ma il 5° posto è stata una buona prospettiva per ripartire. La medaglia nei 100 sl ti proietta tra i grandissimi [...] Spero di emulare Rosolino per l’oro olimpico e per il grande slam. Con lui a Roma ho lavorato benissimo, è il più professionale della squadra. Avrei potuto anche allenarmi da solo, ma c’è sempre qualcosa da imparare da Massi, anche dal suo stile di vita. [...] Anche Lamberti è stato un grandissimo campione, l’unico prima di me sul podio mondiale. Vorrei essere vicino a tutti e due. Thorpe o Van den Hoogenband? Mi piace di più l’olandese probabilmente perché è primatista e olimpionico, ma soprattutto per come interpreta i 100: un giorno spero di diventare come lui. Sì, l’ho anche battuto: ma agli Europei, da quel momento mi rispetta di più. Con Thorpe mi sarebbe piaciuto allenarmi, ma sarei dovuto andare a vivere in Australia. E io a 18 anni ho lasciato Pesaro per Torino [...] Mi piace essere al centro dell’attenzione, anchese col nuoto arrivi difficilmente alla popolarità, posso uscire anche senza guardia del corpo. Ho due personalità: in allenamentoe sotto gara sono serio, difficilmente vengo distolto da altre attenzioni. Semi lasciano spazio divento pericoloso...”. Faceva ammattire la maestra da bambino: ”Ero vispo, raramente ho fatto dormire i miei genitori: io non dormivo quasi mai, ero di quelli che non stanno mai fermi, fanno impensierire i genitori”. Un ragioniere e un’insegnante di musica. [...] Da juniores non pareva una scheggia: ”Fossi stato ad alto livello a 17 anni sarebbe stato duro: essere sotto pressione 10 anni è pesante”. Della storia d’amore che vive con la delfinista Francesca Segat, racconta: ”Grazie alla nazionale ci siamo conosciuti. Francesca ora è sempre con me. Se si va male dobbiamo sopportarci e aiutarci. lei che si lamenta di più...” . [...]» (s. a., ”La Gazzetta dello Sport” 29/7/2005).