Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  agosto 04 Lunedì calendario

GALDERISI Giuseppe

GALDERISI Giuseppe Salerno 22 marzo 1963. Ex calciatore. Campione d’Italia con la Juventus nel 1981/1982 e con il Verona nel 1984/1985. Con la nazionale ha partecipato ai mondiali del 1986. Ha giocato (tra l’altro) anche nel Milan. Adesso allenatore. Nel 2009/2010 sulla panchina dell’Arezzo, nel 2010/2011 su quella del Benevento (Prima Divisione) • «La carriera di “Nanu”, centravanti guizzante e brevilineo, è iniziata nella Juventus nel 1980, proseguendo nel Verona di Osvaldo Bagnoli - dove ha conquistato un indimenticabile scudetto - nel Milan e nella Lazio. Poi la serie cadetta, sette stagioni nel Padova (e una promozione in A), fino all’esperienza americana con Zenga nel Tampa Bay, in Florida. In maglia azzurra Galderisi ha disputato dieci gare - compresi gli sfortunati Mondiali messicani dell’86 - segnando un gol. Successivamente ha allenato in C1 e C2 - Cremonese, Mestre e Giuliananova - ora è ospite fisso di varie trasmissioni sportive e guida il Galderisi Team, una squadra giovanile, e organizza tornei internazionali riservati a baby calciatori» (Filippo Tosatto, “la Repubblica” 21/1/2004) • «Era il 14 febbraio 1982, avevo 19 anni e segnai una tripletta che permise alla Juve di vincere 3-2 col Milan. Quando poi sono passato in rossonero ho dovuto segnare un gol nel derby per farmi perdonare dai tifosi rossoneri...» (Fabiana Della Valle, “La Gazzetta dello Sport” 3/8/2003) • «“Nanu” è piccolo, ma rapidissimo e attrezzato di una tecnica sopraffina. Pare Calimero, il pulcino di Carosello. Al Verona, in coppia con l’armadio Elkjaer, vince lo scudetto: sarà quello il suo anno migliore. I suoi guizzi, le sue serpentine, i suoi assist incantano il Bentegdodi […] Alla Lazio e al Milan raccoglie poche soddisfazioni. Rinasce a Padova, idolo dello stadio Appiani […] Poi, con l’amico Zenga, se ne va a cercar fortuna in America, dove segna e si diverte» (Dizionario del calcio italiano,a cura di Marco Sappino, Baldini&Castoldi 2003) • «Mi ha convinto Alexi Lalas, mio compagno di squadra nel Padova. Era il ’96 e a 33 anni avevo voglia di cambiare, così ho deciso di accettare la proposta dei New England Revolution di Boston […] Ero reduce da un infortunio e l’allenatore non era soddisfatto del mio rendimento, così sono passato al Tampa Bay. E per me è stata una fortuna […] Perché tra Tampa e Boston c’è la stessa differenza che passa tra Catania e Milano. A Boston non riuscivo ad adattarmi al clima, i ritmi di vita erano più frenetici. Tampa, invece, è una città meravigliosa: io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo […] Al di là dei problemi iniziali, nel Massachusetts come professionista sono stato molto apprezzato. E quando Walter Zenga, all’epoca allenatore-giocatore, mi ha chiamato per dargli una mano, non ho avuto esitazioni […] È stato uno dei periodi più belli della mia vita. Io e la mia famiglia ci siamo integrati alla perfezione, abbiamo conosciuto un mondo e una cultura diversi.» (Fabiana Della Valle, “La Gazzetta dello Sport” 3/8/2003).