Bruno Pellegrino, "Corriere della Sera" 14/7/2003., 14 luglio 2003
Fino a metà dell’Ottocento, quando la siccità minacciava le colture, i milanesi si recavano alla chiesa di Santa Maria Segreta dov’era una statua d’angelo che veniva esposta dinanzi alla porta del tempio
Fino a metà dell’Ottocento, quando la siccità minacciava le colture, i milanesi si recavano alla chiesa di Santa Maria Segreta dov’era una statua d’angelo che veniva esposta dinanzi alla porta del tempio. A richiesta del podestà il curato ornava l’angelo di vesti variopinte mentre un parrucchiere provvedeva a pettinargli la parrucca bionda. La statua, fra canti e spari di mortaretti, veniva portata sul sagrato dove restava fino all’arrivo un acquazzone. L’usanza durò fino al 1859 e mezzo secolo dopo venne abbattuta anche la chiesa. L’ angelo di Santa Maria Segreta nel 1918 traslocò in piazza Tommaseo.