Claudio Sabelli Fioretti, "Sette" 31/7/2003, pagina 71., 31 luglio 2003
A Gianni Boncompagni non piace la «prima serata»: «E’ il momento dei telemorenti. Me li immagino davanti al televisore, con la flebo, il prete pronto per l’estrema unzione, il notaio nel caso vogliano cambiare testamento
A Gianni Boncompagni non piace la «prima serata»: «E’ il momento dei telemorenti. Me li immagino davanti al televisore, con la flebo, il prete pronto per l’estrema unzione, il notaio nel caso vogliano cambiare testamento. Tutti analfabeti. Appena c’è qualche parola diversa non capiscono. Capiscono solo "cane", "pane", "minestrina col dado". Stanno lì col plaid anche d’estate e non comprano mai niente. La prima serata è preda dei format. Io sono un regista-autore. I format li può fare chiunque».