Antonio D’Orrico, "Sette" 31/7/2003, pagina 107., 31 luglio 2003
George Simenon racconta che Jules Maigret da ragazzo studiò medicina fino a che la morte del padre lo costrinse a lasciare l’università al secondo anno
George Simenon racconta che Jules Maigret da ragazzo studiò medicina fino a che la morte del padre lo costrinse a lasciare l’università al secondo anno. In realtà non voleva fare il medico, ma diventare «un uomo di infinita saggezza, e soprattutto di infinita perspicacia, al tempo stesso medico e sacerdote, un uomo in grado di intuire con un’occhiata il destino delle persone». Una specie di «accomodatore di destini» che non aveva neanche bisogno di un’intelligenza eccezionale «perché capace di vivere la vita di chiunque, di mettersi nei panni di chiunque». Nell’aprile del 1913, mentre faceva da segretario al commissario Le Bret, Maigret si trovò davanti un flautista che aveva appena assistito a un omicidio e cominciò la sua prima indagine ("La prima inchiesta di Maigret").