Varie, 30 luglio 2003
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VanDerMeyde Andy
• Arnhem (Olanda) 30 settembre 1979. Calciatore. Cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, con cui ha debuttato in prima squadra a 18 anni, il 12 novembre 1997, in Ajax-Twente 1-0. In quella stagione ha giocato altre 4 partite e una l’anno successivo. Nel 1999 è stato mandato a fare esperienza nel Twente. Di ritorno all’Ajax nel 2000, è diventato subito titolare. In tre campionati ha giocato 85 partite e ha messo a segno 18 gol. Van Basten è stato l’idolo della sua infanzia, ma il giocatore a cui pensa di somigliare di più è Van’t Schip, ex Ajax e Genoa. In Italia ha giocato con l’Inter (2003-2005), poi Everton e Psv • «C’è qualcosa di paradossale in un ala che festeggia i suoi gol imitando stupidamente il cacciatore (persino due passi del ballo del qua qua sembrerebbero più adeguati...), ma tant’è. [...] Il destino, del resto, ha voluto che proprio in Italia segnasse all’Olimpico contro la Roma il suo gol-mercato: fischio d’inizio, palla raccolta da un compagno, corsa lungo la fascia sinistra e, prima che i difensori giallorossi si accorgessero di quel che stava accadendo, pallonetto lungo a scavalcare il portiere Pellizzoli. Tutto in soli 35 secondi, un record. Van Der Meyde gioca con la maglietta dell’Ajax da quando aveva tredici anni. Ad arrivare in prima squadra, però, ci ha messo parecchio. Soprattutto per ovviare alla sua “mancanza di carattere”, è stato mandato a farsi le ossa nel piccolo Twente Entscheide. Di ritorno all’Ajax nel campionato 2001-2002 ha poi dovuto subire un supplemento di terapia da parte dell’allenatore Koeman che lo ha spostato sulla fascia sinistra, dal momento che a destra era troppo bravo e quindi troppo narciso nel gioco (che finezza pedagogica). Il risultato, nelle parole di Van Der Meyde, è il seguente: “Quando gioco a destra faccio i cross, quando gioco a sinistra faccio i goal”» (Alberto Piccinini, “il manifesto” 26/11/2003).