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 2003  luglio 27 Domenica calendario

FERRETTI Alberta

FERRETTI Alberta Gradara (Pesaro) 2 maggio 1950. Stilista • «La regina della sottoveste […] Sorriso dolce e carattere determinato, è proprietaria insieme col fratello Massimo dell’azienda romagnola Aeffe (un giro d’affari di 250,4 milioni di euro) che produce i marchi: Moschino, Pollini, Narciso Rodriguez e Jean Paul Gaultier. Oltre alle due linee Alberta Ferretti e Philisophy, […] La fortuna della signora di Cattolica in vorticosa ascesa parte da un capo di intimo portato all’esterno, la sottoveste, appunto. “Perché quando guardavo quei bei film Anni Cinquanta con la Lollo, la Mangano e la Magnani che si preparavano a uscire truccandosi in sottoveste mi dicevo: ‘dovrebbero restare così, sono perfette”’ Ecco come è nata la versione da giorno di questo indumento.[…] Negli Anni Cinquanta mia madre aveva una sartoria che serviva tanti americani di passaggio sulla costa Adriatica, attratti dall’immaginario felliniano. L’ha chiusa nel 1965. Ancora adesso io e lei ci vediamo tutte le mattine, prendiamo un caffè insieme e ci rilassiamo parlando di vestiti. Il negozio l’ho aperto nel ’74. Si chiamava Jelly Shop. Vendevo tante griffe, ma facevo fare anche qualche capo pensato da me. Poco per volta è diventata una collezione. Finché non ho sfilato nell’81”. Veste molte attrici, da Andie McDowell a Julianne Moore a Nicole Kidman. Ma è sopprattuto la preferita della regina Rania di Giordania, che l’ha di recente voluta a corte, unica stilista, per festeggiare il suo decimo anniversario di nozze. “È stata un’esperienza bellissima partecipare a questo evento privato, insieme con i suoi amici. […] A lei stanno bene le sfumature chiare e certi rossi. Rania è elegante, forte, ma anche affettuosa. Una vera sovrana di classe. L’ho capito guardandola muoversi a casa sua. Trasmette un impagabile senso di pace” […] “Alberta Ferretti è più cara perché è realizzata con lavorazioni sofisticate, ma la linea Phlilosophy no. Ha prezzi contenuti ed è una linea completa. La moda deve essere di tutti”» (“La Stampa” 7/7/2003).