Varie, 25 luglio 2003
CRISAFULLI
CRISAFULLI Vladimiro Enna 28 dicembre 1950. Politico. Nel 2006 eletto alla Camera, nel 2008 al Senato (Ulivo, Pd) • «Lo definiscono ”il più democristiano tra gli ex comunisti”. […] Una vita nel Pci [...] vice presidente diessino del parlamento regionale siciliano. Soprattutto, uno dei pochi dirigenti della sinistra a poter mettere sul piatto vittorie elettorali in serie nell’isola che è il granaio dei voti del centrodestra. Enna, la sua provincia, è una delle poche in Sicilia dove il centrosinistra governa. Lì, i Ds sono a percentuali emiliane (alle amministrative del maggio 2003 la Quercia ha sfiorato il 30 per cento) e lui, da solo, alle elezioni regionali del 2001 ha raccolto il 20 per cento dei consensi. Numeri sui quali Crisafulli ha costruito la sua ascesa politica. Il curriculum è un classico della militanza di sinistra: le feste dell’Unità e i volantinaggi prima di un incarico da dirigente nella Cia, la confederazione degli agricoltori. Crisafulli fa il consigliere comunale ad Enna, poi all’inizio degli anni ’90 il salto all’Assemblea regionale. Al parlamento siciliano, Crisafulli inanella due legislature e viene rieletto nel 2001 con quasi 10 mila voti di preferenza. Nel frattempo, però, trova modo di arricchire il suo curriculum dal momento che fa l’assessore regionale nella breve esperienza (dal ’99 all’estate del 2000) del governo di centrosinistra guidato da un latro diessino, Angelo Capodicasa. Tanto grossier nei modi, quanto accorto nel tessere la rete delle alleanze politiche, Crisafulli subisce spesso l’accusa di consociativismo da parte di ampi settori del suo partito. In ottimi rapporti con Massimo D’Alema, è uno dei pochi ad opporsi, nel 1998, alla nomina di Claudio Fava a segretario regionale dei Ds» (Enrico Del Mercato”, ”la Repubblica” 25/7/2003) • Polemiche nell’aprile 2010 dopo che la vittoria alle primarie ne sancì la candidatura a sindaco di Enna: «Prima la benedizione con le primarie, poi la scomunica per lettera [...] duramente ”contestato” da quattro parlamentari del Pd, Roberto della Seta, Giuseppe Lumia, Francesco Ferrante e Ermete Realacci che armati di carta e penna hanno inviato una lettera-appello al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani sottolineando come ”una eventuale candidatura di Crisafulli a primo cittadino di Enna rappresenterebbe un’offesa alla memoria di quanti, da Pio Latorre a Piersanti Mattarella, hanno pagato con la vita il loro impegno contro le pratiche del clientelismo”. Non solo, gli esponenti del Pd, spiegano nella missiva che ”come risulta dalle indagini della magistratura, Crisafulli avrebbe intrattenuto legami con il boss Raffaele Bevilaqua e il fatto che tale relazione sia stata ritenuta dai giudici penalmente irrelevante non ne sminuisce la gravità”. Da qui, dunque, l’appello a Bersani affinché ”le nostre preoccupazioni - si legge nella lettera - siano condivise da tanti che ogni giorno si battono per un Sud e per una Sicilia liberati dal gioco soffocante delle mafie”. [...] Crisafulli [...] replica: ”La vicenda cui fanno riferimento questi signori è vecchia di otto anni fa, ed è stata archiviata dalla Procura di Caltanissetta dopo sei soli mesi dall’apertura delle indagini. Aggiungo inoltre che il mio nome è stata votato da oltre il 60% dei cittadini. Ma, evidentemente parla chi è abituato a candidarsi alle primarie ma poi a perderle”» (’La Stampa” 15/4/2010).