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 2003  luglio 23 Mercoledì calendario

Streeter Tanya

• . Nata a George Town (Isole Cayman) il 10 gennaio 1973. Primatista mondiale di apnea. "La donna che batte gli uomini. In mezzo all’Oceano di Providenciales Island (isole Turks and Caicos, un protettorato britannico), un magnifico francobollo di sabbia e roccia del Mar dei Caraibi, questa bionda dagli occhi verdi è scesa ameno 122 metri sotto il mare. Laggiù nell’Atlantico più nero, dove non si riesce vedere oltre al proprio naso con i polmoni stritolati dalla pressione, dove il cuore batte più piano e la pressione vacilla, Tanya è diventata la donna in grado di far meglio di un uomo in una competizione sportiva. Da sempre il confronto fra sessi, alle prese con la stessa disciplina, scatena dibattiti infiniti, con un retrogusto di sociologia. Come a voler stabilire chi è il migliore, chi il più forte (o la più forte), chi il più bravo. A Tanya questo forse interessa poco e sembra che non riguardi neppure troppo il marito, Paul, che accompagna questa donna di 171 centimetri nei lunghi minuti di iperventilazione che precedono l’inabissarsi e poi l’ha accolta negli ultimi, lunghissimi, diciotto metri di risalita, dopo che Tanya ha stabilito il primato e si è lasciata alle spalle (o sotto le pinne, come volete), di un paio di metri il belga Patric Musimu. [...] ”Una persona comune per respirare normalmente usa i polmoni al 30 per cento delle loro possibilità, io arrivo all’ 80 e anche di più, quando faccio queste immersioni. Frutto anche di tanti allenamenti. Ma pure di una passione grandissima per il mare. Amo l’acqua da sempre, si può dire che sono cresciuta in Oceano – racconta la sub nata da padre americano e da madre inglese nelle Isole Cayman – . Io ero proprio una bambina acquatica” [...] Anche per questo è promotrice e madrina di una lunga serie di fondazioni che proteggono dalla barriera corallina ai delfini, dai mari color turchese alle balene. Come una donna normale. E come una donna normale dice: ”Se lo faccio io, può riuscirci qualsiasi altro”. Forse, ma è difficile trovare gente ( /maschi o femmine che siano) disposti a buttarsi 122 metri di oceano sulle spalle. E quando è laggiù in fondo, nel buio più completo, con la pressione che ti comprime i polmoni (’Speriamo che non mi si siano mai rovinati”, scherza, ma non troppo Tanya), ci sono due matti che ’cantano’ Crocodile Rock. Il successo di Elton John è diventato l’inno della Streeter, la canzone che ritma le sue giornate fra gommoni, piattaforme e respiri. [...] La donna-delfino è stata capace di battere l’uomo. ”Perché nella mia testa non c’è mai stata l’idea che il maschio deve essere per forza migliore della femmina”" (Gian Luca Pasini, ”La Gazzetta dello Sport” 23/7/2003).