Claudio Rendina, "la Repubblica" 20/7/2003, pagina X della Cronaca di Roma., 20 luglio 2003
Nel I secolo d.C. l’imperatore Vespasiano mise la "centesima venalium" (imposta simile all’Iva) all’urina raccolta nelle latrine pubbliche, da cui si ricavava l’ammoniaca
Nel I secolo d.C. l’imperatore Vespasiano mise la "centesima venalium" (imposta simile all’Iva) all’urina raccolta nelle latrine pubbliche, da cui si ricavava l’ammoniaca. Si racconta che una volta l’imperatore, volendo rimproverare il figlio Tito disgustato dalla provenienza della tassa, gli mise sotto il naso un sacchetto di sesterzi e gli disse: «Senti se puzzano».