(A. Ni., *Corriere della Sera* 14/7/2003), 14 luglio 2003
«Ci vuole fantasia per fare la storia. E ieri Paul Bremer, il governatore americano dell*Iraq, ha dimostrato di averla dando vita al *Consiglio di governo* iracheno
«Ci vuole fantasia per fare la storia. E ieri Paul Bremer, il governatore americano dell*Iraq, ha dimostrato di averla dando vita al *Consiglio di governo* iracheno. Un oggetto misterioso dal punto di vista legale, storico e politico. Un*assemblea che mette insieme gente piena di rancore l*uno per l*altro, idealisti e avventurieri, ripettati studiosi e temuti guerriglieri. Un*assemblea che non sa ancora come dovrà funzionare e su che cosa potrà decidere, ma che sa perfettamente di potersi riunire nel centro di Bagdad solo perchè ci sono carri armati e centinaia di soldati americani attorno al palazzo [*] Il Consiglio di governo nato ieri è composto da 13 sciiti, 5 sunniti, 5 curdi, 1 turcomanno, 1 cristiano. All*interno delle grandi categorie etnico-religiose Bremer ha pensato anche alle donne (3 rappresentanti, di cui solo una senza velo islamico) e alle tribù (due sceicchi in tunica bianca e risvolti dorati). Nel processo di selezione sono entrati un po* di politici esiliati, un po* di professori, un po* di ex collaboratori Onu. Anche un pizzico di filo iraniani [*] I 25 sono dei *grandi elettori* o una *tavola rotonda* al servizio di re Bremer. Al momento possono ratificare il bilancio, nominare dei ministri-tecnici che saranno comunque affiancati da esperti della Coalizione, nominare gli ambasciatori e i giuristi per redigere una costituzione democratica. Poi si vedrà. La loro prima decisione è stata di cancellare le ricorrenze legate al partito Baath».