(Attilio Bolzoni, *la Repubblica* 13/7/2003), 13 luglio 2003
Fallujah. «Scivolano silenziosi sulla riva del fiume. Poi sparano e fuggono. Si nascondono tra le palme e gli orti, trovano riparo in quel labirinto di pietra e fango che è Fallujah, 50 moschee, un minareto che svetta in ogni quartiere, un rifugio sicuro in ogni casa dei 200mila iracheni che sopravvivono sulle sponde dell*Eufrate
Fallujah. «Scivolano silenziosi sulla riva del fiume. Poi sparano e fuggono. Si nascondono tra le palme e gli orti, trovano riparo in quel labirinto di pietra e fango che è Fallujah, 50 moschee, un minareto che svetta in ogni quartiere, un rifugio sicuro in ogni casa dei 200mila iracheni che sopravvivono sulle sponde dell*Eufrate. Sparano di giorno e sparano di notte. Sono imprendibili. Qualcuno dice che sono i vecchi amici di Saddam, i suoi feddayn. Qualcun altro che sono fondamentalisti, forse anche estremisti sciiti. Chiunque essi siano non vogliono i soldati americani nelle loro piazze».