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 2003  luglio 20 Domenica calendario

THURMOND

THURMOND Strom Edgefield (Stati Uniti) 5 dicembre 1902, Edgefield (Stati Uniti) 26 giugno 2003 • «Era il simbolo del Senato, perché vi aveva trascorso 48 dei suoi cent’anni, un record, diventandone il presidente pro tempore, terzo nella linea di successione al presidente degli Stati Uniti dopo il vicepresidente e il leader della Camera. Era il simbolo del segregazionismo, perché lo aveva imposto e difeso per quasi mezzo secolo, una volta con un discorso di 24 ore 18 minuti al Congresso, il più lungo della storia americana. Ma era anche il simbolo dell’ America che cambia e si rinnova, perché aveva poi abbracciato la causa dell’integrazione razziale, ed esaltato la memoria del Gandhi nero Martin Luther King. Soprattutto, era il simbolo del riscatto economico e politico del profondo Sud e del proprio Stato, il South Carolina, da lui strappati ai democratici, il suo partito originario, e consegnati ai repubblicani, il suo tempio conservatore. […] Giovane avvocato e allenatore di football americano, a 30 anni divenne senatore del suo Stato e giudice della Corte d’appello. Eroe della Seconda guerra mondiale, atterrò in Francia su un aliante dietro le linee tedesche. Fu Governatore dal 1946 al 1954, quando entrò al Senato a Washington dove fu rieletto otto volte. Nel 1948 si candidò alla Casa Bianca per i ”Dixiecrats”, la corrente ultra-conservatrice del partito nel profondo sud, chiedendo al Paese un voto contro i neri. ”Io vi dico - tuonò a ogni comizio - che non ci sono abbastanza truppe per costringere il popolo sudista a porre fine alla segregazione e aprire alla razza negra i nostri cinema, le nostre piscine, le nostre case e le nostre chiese”. Prevalse solo in 4 Stati su 48. Ma dal ’70 cominciò a battersi per le libertà civili, e nell’89 caldeggiò la nomina del primo giudice nero, Clarence Thomas, alla Corte Suprema: ”Siamo una nazione diversa, dobbiamo raccoglierne le sfide”. Si sposò tardi e due volte, con donne di 20 e 40 anni più giovani di lui. Padre a 68 anni e nonno a 100, pochi mesi fa» (Ennio Caretto, ”Corriere della Sera” 28/6/2003).