Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  luglio 20 Domenica calendario

Hackett Grant

• Southporth (Australia) 9 maggio 1980. Nuotatore. Oro nei 1500 e con la staffetta 4x200 sl alle olimpiadi di Sydney (2000), oro nei 1500, argento nei 400 e con la 4x200 a quelle di Atene (2004), argento nei 1500 e bronzo con la 4x200 sl a quelle di Pechino (2008). Campione del mondo dei 1500 nel 1998, 2001, 2003, 2005, degli 800 sl nel 2003 e 2005, dei 400 sl nel 2005 • «[...] il campione delle lunghe distanze [...] “The Machine”, soprannome che chiarisce quanto poco sbalglia, non ha le manie dei grandi campioni, nessun rituale prima di entrare in vasca. Dice di rilassarsi guardando film in dvd, il preferito è Braveheart [...]» (“La Stampa” 29/7/2005) • «“Squalo!”. È un grido che Grant Hackett ha udito spesso sulle spiagge della Gold Coast. Facevail life-guard, il bagnino. O, meglio, il “salva- vite”. Un mestiere importante laggiù. L’Australia è un’isola. Galleggia su acque percorse da onde oceaniche, surfers e squali. Grant incominciò a gareggiare nelle competizioni per life-guard. C’erano quattro tipi di gare: prove di nuoto puro, di nuoto su tavola, con la canoa di salvataggio, di corsa. Lo aveva introdotto il fratello maggiore Craig, che era life-guard professionista. Grant amava anche il surf. Ma ai campionati australiani junior, quando era in testa, fu superato da un rivale aiutato da un’onda anomala. “It’s not fair!” (Non è corretto), gridò, portando la tavola a riva. Aveva 13 anni. Quel giorno lasciò la tavola per la vasca. […] In Australia, i 1500 sono una gara speciale, la più ricca di fascino e di storia. I ragazzi australiani si sono nutriti dei racconti di Andrew Boy Charlton e Murray Rose, John e Ilse Konrads, Shane Goulde Stephen Holland. Il 23 settembre 2000 Grant Hackett è irrotto in questa leggenda con la prepotenza del profanatore. Quel giorno ha spezzato il sogno di un continente. Tutta l’Australia tifava per Kieren Perkins, che cercava il terzo oro olimpico consecutivo sui 1500. Grant, invece, lo distrusse. Fuggì avanti, imprendibile, e lasciò al grande Perkins solo l’argento. Un anno più tardi, il 30 luglio 2001 a Fukuoka, polverizzò anche il record del mondodel connazionale, abbassandolo di oltre 7 secondi. […] Il suo stile libero è bellissimo. A Fukuoka nuotò a 33 cicli di bracciate per vasca, elegante, ben equilibrato dalla doppia battuta di piedi, sicuro, implacabile. La sua filosofia è elementare. “Conosco una sola strada: l’attacco”. Grant ha un fisico impressionante: 197cmper 96 chili. In acqua, alla potenza aggiunge lo stile, l’acquaticità e un buon galleggiamento. Su terra, ai muscoli aggiunge l’eleganza. Veste gli abiti di Pierre Cardin. Ma è un uomo forte, un duro. Ama le montagne, l’oceano, le auto da corsa. Auto da rally. Possiede una Holden speciale, con cui compie prodezze di strada. […] esempio di atleta irriducibile. Era il numero uno nel ’ 97, quandoai Giochi del Pacifico vinse 4 ori: 400, 800, 1500 e 4x200. Thorpe allora aveva 14 anni: l’anno dopo vinse 4 ori aiGiochi del Commonwealth e lo defenestrò. Grant non si arrese. Difese una sua zona di caccia, i 1500, e la trasformò in riserva esclusiva. Allargò il suo dominio agli 800. Sui 400 e 200 lo inseguì con ferocia per tutte le vasche del mondo. Duro, tenace, irriducibile come Capitan Achab a caccia di Moby Dick. Il 2 aprile ’99 a Hong Kong gli ha strappato il record del mondo dei 400 in vasca corta. […] “Ian è più famoso, io sono più bravo”» (Claudio Gregori, “La Gazzetta dello Sport” 19/7/2003).