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 2003  luglio 20 Domenica calendario

ACETO

ACETO (Andrea Degortes) Olbia 1 maggio 1943. Fantino. Ha dominato la scena del Palio di Siena per quasi un trentennio (primo trionfo nel 1965, l’ultimo nel 1992), rivelandosi un fenomeno anche di longevità. Nel ’900 le sue 14 affermazioni costituiscono un record: a quota 13 vittorie c’è Angelo Meloni, detto «Picino» , leggendario fantino dei primi anni del secolo. Ha corso il Palio ben 58 volte (un primato), questi i suoi successi sui tre giri di Piazza del Campo: Luglio 1965: Aquila (Topolone); Agosto 1968: Oca (Livietta); Settembre 1969: Oca (Topolone); Luglio 1972: Tartuca (Mirabella); Settembre 1972: Istrice (Mirabella); Agosto 1974: Selva (Panezio); Agosto 1975: Chiocciola (Panezio); Agosto 1976: Civetta (Panezio); Agosto 1977: Oca (Rimini); Agosto 1979: Aquila (Urbino); Agosto 1980: Leocorno (Uana); Luglio 1984: Oca (Bayardo); Luglio 1985: Oca (Brandano); Luglio 1992: Aquila (Galleggiante) • «Nessuno è partito da un pascolo di capre in Sardegna ed è arrivato ad ospitare Blair e Pavarotti, a far cavalcare Mel Gibson e Andrea Bocelli, a incontrare il Papa, a meritarsi il tifo del Presidentedella Repubblica, Sandro Pertini. Ma lui è ’Aceto’, la leggenda del Palio di Siena. […] “Panezio era la Juve: bello, elegante. Topolone, con cui ho vinto il Palio nel ’65 e nel ’69 era irruenza, forza, istinto. […] Un Palio ti mette in tasca almeno 200 milioni, nessuno ti dà altrettanto per perdere. E poi la gloria. Io ho sempre corso per vincere. Anche quando Artemio Franchi, capitano della Torre, nemico dell’Oca, la mia contrada, mi chiedeva di chiudere un occhio e mi offrì 500 milioni per passare alla Torre. Al massimo dicevo: ‘Non vi darò fastidio’, ma io nonl asciavo passare nessuno. […] Fossi nato calciatore, sarei stato Riva. Poi Pelè, che ho visto giocare, e Maradona che un giorno mi disse: ‘Io e te siamo nati per essere dios’ […] Bruciai santini e crocifissi il giorno che a Merano il mio cavallo Predazzo si spezzò l’osso del collo e morì sul colpo. Poi abbiamo fatto la pace. Mi rivolgo soprattutto a San Paolo dei Monti, sardo. […] Dino Viola, in casa di Gaucci, mi disse: ’Lei mi sembra un po’ mafioso e un po’ genovese’. Paraculo magari, genovese mai. Io sono splendido. Scampi e aragoste» (Luigi Garlando, “La Gazzetta dello Sport” 20/7/2003) • Nel 2006 partecipò all’Isola dei famosi: «[...] Mi andava l’idea di fare una vacanza su una spiaggia caraibica. Sapevo che, tramite la Tv, c’era questa possibilità e mi sono fatto invitare [...]» (Antonella Leoncini, “La Stampa” 26/8/2006).