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 2003  luglio 17 Giovedì calendario

VALLI

VALLI Viola Varese 15 maggio 1972. Nuotatrice. Ha sempre preferito in piscina le distanze lunghe (800 e 400 stile libero), ma solo da qualche anno nuota il fondo e il gran fondo: nel 1999 ha vinto la medaglia d’argento agli Europei di Istanbul nella 5 km; nel 2000, ai Mondiali open Water di Honolulu ha vinto l’argento nella 25 km e il bronzo nella 5 km; nel luglio 2001, ai mondiali di Fukuoka, ha vinto l’oro nella 5 Km e nella 25 km; nel luglio 2002, agli Europei di Berlino, ha vinto l’oro nella 5 km, e a settembre, ai Mondiali di fondo di Sharm El Sheik, l’oro nella 5 km e l’argento nella 10 km; nel 2003, ai mondiali di Barcellona, ha vinto l’oro nei 5 e nei 10 km. «’Il mio segreto? Rabbia, una grande volontà agonistica”. […] Se ci si affida alla logica non si capirà mai come possa trionfare a livello mondiale un´atleta che afferma ”di campare di rendita: prima vincevo perché m´ammazzavo di lavoro, ora grazie ad esperienza e malizia”. Viola, che ormai s´è rassegnata allo stupore di chi, apprendendo delle sue origini varesine, pensava fosse nata molto più a sud (ma un po’ di Dna egiziano c´è, in realtà), è una ragazza che ha messo di buonumore più di una volta anche la più depressa delle sue amiche, con quel suo sorriso coinvolgente. Una ragazza che, quando è stanca, invece di giocare alla playstation apre uno dei suoi amati libri di pittura ”per rilassarmi. Mi danno un piacere indicibile: scopro cosa c´è dietro un quadro, l´utilizzo dei colori, i simboli. Una meraviglia”. Una ragazza che è un puzzle vero, una contraddizione in termini: la passione per il Rinascimento da un lato, la voglia di fare cappuccini in spiaggia dall´altra. ”Non solo: penso alla sera, ad una bella grigliata di pesce, e via tutti felici”. Questo è il progetto, almeno per oggi. Non quello di finire la benedetta tesi che giace nel cassetto da due anni (’gli esami li ho finiti da un pezzo ed il mio relatore sta impazzendo”), ma piuttosto aprire un bel baretto ”come mio nonno” magari a Ibiza, ”ma anche le Hawaii non sarebbero male. Perché odio l´inverno, e i lavori d´ufficio. Si sta troppo al chiuso, non c´è contatto umano"" (Paolo Rossi, ”la Repubblica” 14/7/2003). «La domanda che viene spontanea però è un´altra: essendo esplosa a 27 anni, dov´era nascosta questa wonder woman dei mari e dei laghi che tanto piacerebbe agli ambientalisti? ”Vivacchiava nel mondo delle piscine. Non s´allenava tanto, eppure era nella top five del mezzofondo italiano”. Pian pianino Rigamonti ha cominciato a offrirle orizzonti diversi: ”La svolta fu nel ´98: vinse le Byron Cup battendo un uomo, Bicchierini. Quello le diede fiducia, le fece vincere la paura di meduse e quant´altro. E, gara dopo gara, ha cominciato ad amare la natura”. In più Viola scoprì di avere il fisico perfetto della maratoneta acquatica: ”Lei è un turbodiesel. E´ proprio nella sua costituzione fisica. In piscina avrebbe potuto rendere nei 1500, gara che non esiste nel programma femminile. Lei ha bisogno di carburare, quindi necessita di una gara con un po´ di chilometri da nuotare. Perché la sua capacità è saper tenere ritmi altissimi per tempi lunghissimi. Questo è il suo dono» (Paolo Rossi, ”la Repubblica” 17/7/2003). «La madre, insegnante di Lettere […] Il padre, che gestisce un’agenzia di pratiche automobilistiche» (Steafano Arcobelli, ”La Gazzetta dello Sport” 17/7/2003). «Appartiene alla fantasia oppure al miracolo. un’invenzione metropolitana. Si è allenata a Metanopoli. vissuta in una casa d’affitto di San Donato Milanese. figlia della grande città. Un pesce metropolitano. Ma non abita una bolla di vetro, comei pesci rossi. Ama il vasto mare e l’avventura. Come gli antichi filosofi, preferisce parlare degli elementi primordiali: ”L’acqua è il primo elemento. Il fuoco mi fa paura. L’aria è necessaria. La terra non la frequento”. Però le hanno dato il nome di un fiore gentile, che di terra si nutre. Quando nacque, i suoi genitori diedero l’annuncio con un biglietto elegante: ”In un giorno di primavera è nata una Viola”. Viola, che oggi va matta per i Girasoli di Van Gogh: […] Aveva un anno e quindici giorni soltanto quando prese la via del mare nel golfo di Cannigioni, in Costa Smeralda. Portava i braccioli e voleva subito andare a prendere una vela lontana. La prima parola che disse non fu ”mamma”, ma ”vela”. Da quel primo giorno Viola, in acqua, ha percorso a nuoto una distanza pari all’Equatore: quarantamila chilometri. Ha esplorato tutti i mari: il Pacifico e il Golfo Persico, il Mar Giallo e il Mar Rosso. Ha nuotato con lo squalo-martello nelle acque delle Hawaii e con le meduse delle Cinque Terre, con i barracuda di Sharm el Sheikh e con i cefali e le orate del porto di Barcellona» (Viola Valli, ”La Gazzetta dello Sport” 17/7/2003).