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 2003  luglio 16 Mercoledì calendario

Cavenaghi Fernando

• Ezequiel O’Brien (Argentina) 21 settembre 1983. Calciatore. Del Bordeaux. Lanciato dal River Plate. «L’origine è una storia italiana d’Argentina. Antonio Giuseppe Cavenaghi era nato a Concorezzo, paese non lontano da Milano. Aveva due nomi e nessun quattrino: andò a cercarli dall’altra parte dell’oceano. Un secolo e mezzo dopo, anno più anno meno, la storia potrebbe fare ritorno un’altra volta. […] Ha ottenuto la doppia cittadinanza, grazie al bisnonno lombardo. Non ha mai conosciuto l’Italia, ma potrebbe arrivarci presto, prestissimo. La via è preferenziale: sul cartello si legge Sivori-Juve. Per il momento fa impazzire la Buenos Aires che tifa River Plate, a suon di gol. […] Lo chiamano Torito, torello, e vedendolo si puòcapire perché non toro. forte sì, ma non un gigante. Dicono che quando parte in progressione, con i capelli che ondeggiano di qua e di là, somigli a Mario Kempes […] Altri lo paragonano a Crespo, per qualità tecniche, altri ancora a Batistuta, per potenza e fiuto del gol. Lui vota Gabriel. ” da sempre il mio modello”. Forse perché la loro, agli inizi, è stata una storia comune di fondoschiena. ” solo un culone grasso”, disse Ramon Diaz, il tecnico più vincente della storia del River e attaccante di razza. Anche a Batistuta davano del grassone, ma è probabile che Diaz volesse solo spronare l’astro nascente. Cavenaghi sorride: ”Agli inizi ho avuto qualche problema con lui, ma l’ho convinto nell’unico modo possibile: allenandomi duramente e segnando. E poi è successo tutto molto in fretta”. Il culone non c’è proprio anche se, metaforicamente, lo cita pure Ariel Ortega: ”Fernando ha più culo di me: lui è inseguito dal pallone, io lo devo andare a cercare” […] Cavenaghi è generoso, cerca gli scambi e non disdegna i rientri a centrocampo. anche un animo gentile: ”Amo passare le serate in casa con la mia fidanzata Soledad. E il mio hobby è dipingere a olio: paesaggi e nature morte. Sto prendendo lezioni per questo”. Un animo gentile che diventa implacabile in campo. Un Terminator seguito da tante grandi d’Europa, in primis la Juve. I rapporti tra bianconeri e River sono ottimi: […] Non a caso il procuratore del Torito è il figlio di Sivori, Nestor, che dice: ”La Juve non ha opzioni su Fernando, ma è chiaro che è in cima alla lista. Per lui sono venuti a Baires anche osservatori di Roma, Inter e Bayern Monaco”. I Sivori e il giocatore non hanno fretta. […] Io sto vivendo il sogno di bambino, giocare nel River. Per questo fin dai 12 anni ho accettato di vivere da solo nel collegio della squadra, i miei stanno a O’Brien, paese a 250 chilometri da Baires. Dunque qui sto benissimo, e per andare via devo essere pienamente convinto, deve esserci la situazione perfetta: una società seria, importante e che parta sempre per vincere, come il River. La Juve corrisponde all’identikit. stato Omar a farmela apprezzare, parlo spesso con lui dei bianconeri”. Come se non bastasse, tra i tanti italiani che gli piacciono ne indica due: ”Vieri, uno dei più grandi nel mio ruolo e Del Piero, che potrebbe essere il mio compagno ideale: una seconda punta che fa gol e ha i colpi di genio del rifinitore, come il mio compagno D’Alessandro”» (Fabio Bianchi, ”La Gazzetta dello Sport” 26/6/2003).