Stefano Semeraro, La Stampa, 15 luglio 2003, 15 luglio 2003
Quando Adriano Panatta pochi minuti prima della finale di Rolland Garros (nel 1976) chiamò il suo avversario Harold Solomon davanti alla specchio degli spogliatoi: "Guardati Solly, lo specchio non sbaglia mai
Quando Adriano Panatta pochi minuti prima della finale di Rolland Garros (nel 1976) chiamò il suo avversario Harold Solomon davanti alla specchio degli spogliatoi: "Guardati Solly, lo specchio non sbaglia mai. Basso come sei, come credi di battermi?". Panatta vinse in quattro set.