ཿil Riformista 10/7/2003, 10 luglio 2003
Giacobino vs. tomista. Fazio conosce in tempo reale i flussi di cassa dello Stato e degli enti locali e ciò gli permette di sapere prima di tutti gli altri, Tremonti compreso, la situazione dei conti pubblici
Giacobino vs. tomista. Fazio conosce in tempo reale i flussi di cassa dello Stato e degli enti locali e ciò gli permette di sapere prima di tutti gli altri, Tremonti compreso, la situazione dei conti pubblici. «La conoscenza aumenta il potere, gestito da una tecnocrazia separata dalla sanzione democratica anche grazie al fatto che la carica di governatore non ha scadenze. Se si aggiunge che Bankitalia controlla le banche commerciali, la qualità di moneta in circolazione viene decisa a Francoforte e il cambio è rigido, quali spazi restano al Tesoro? [...]. Il Tesoro, messo in gabbia negli anni 90, vuole allentare ”lacci e lacciuoli”. E aumentare il suo potere. Un potere, insiste Tremonti, sottoposto al controllo degli elettori». L’obiezione della Banca d’Italia si fonda sul «sistema di check and balances proprio di qualsiasi liberal-democrazia. vero che la sovranità risiede nel popolo e viene esercitata dai suoi rappresentanti. Ma non può mai diventare un’espropriazione della volontà generale. Ecco perché esistono corpi intermedi come la magistraura per esercitare il potere giudiziario o la banca centrale per quello monetario. E qui il tomista Fazio spulcia già i suoi testi preferiti pronto a incrociare le armi con il giacobino Tremonti».